«La vicenda della privatizzazione del cimitero assume sempre di più la connotazione di una partita a scacchi tra l’arroganza del potere da una parte e i cittadini dall’altra». Così Giorgio De Marchis e Sergio Sciaudone commentano una delle ultime mosse dell’amministrazione sul fronte della gestione del cimitero cittadino, ovvero il riconoscimento nella manovra di assestamento di bilancio di una previsione pluriennale di oltre due milioni di euro previsti in un accordo transattivo tra il Comune di Latina e la società concessionaria Ipogeo, «un accordo – denunciano i due – mai discusso né visionato in consiglio comunale, tantomeno nelle commissioni consiliari». Tra le righe della bozza d’accordo girata in questi giorni nelle mani dei consiglieri comunali si leggono proposte che qualora venissero approvate rappresenterebbero un duro colpo per tutte le famiglie di Latina che hanno un defunto nel cimitero urbano. «Nella bozza infatti – spiega Sciaudone – si legge che malgrado il momento di crisi perdurante il Comune decide di sostituire il balzello dei 15 euro annui previsti per la pulizia delle aree cimiteriali (450 euro in 30 anni di concessione) con una tassa di 300 euro in una unica soluzione all’atto della stipula del contratto, da applicarsi a tutti gli utenti sprovvisti di copia del contratto da esibire, ovvero ad oltre 20mila sepolture che non hanno mai fatto il contratto, come ammesso l’ingegner Le Donne in una commissione del 2007. Tra l’altro – aggiunge Sciaudone – i cittadini sarebbero ancora più vessati dall’introduzione dell’obbligo di rifare le lapidi in tutta la parte storica. Inoltre l’accordo riconosce all’Ipogeo la possibilità di non costruire 3.000 loculi sociali rispetto a quelli previsti dal contratto». Ma le assurdità non finiscono qui perché la bozza d’accordo prevede l’obbligatorietà del rinnovo delle concessioni anche a chi non vuole o non può sottostare a questo nuovo balzello. «Questo accordo – afferma il consigliere del Pd De Marchis – pianifica lo svuotamento d’ufficio del vecchio cimitero visto che se la bozza sarà approvata i resti dei defunti verranno messi in cassettine per 18 mesi e poi definitivamente nell’ossario comune e visto che, qualora finissero nell’ossario, il Comune si sostituirebbe alle famiglie nel pagare la tassa di 300 euro. Quindi, diversamente da quanto annunciato sul project financing a costo zero, il Comune ovvero la collettività sarà costretta a pagare 1.668.295,61 di fatture emesse e 625.700 più Iva per maggiori oneri sopportati dalla concessionaria. Soprattutto questi soldi verranno presi dal bilancio comunale tagliando tutte le spese previste per il 2015-2016 ancora non impegnate, ovvero gran parte della spesa sociale e della spesa per investimento del comune di Latina.
Leggi anche
LATINA | Dietro le quinte del cinema: Primo Reggiani incontra gli studenti al Vittorio Veneto
LATINA | Nuovo contratto Funzioni Locali, assemblea CISL FP con i lavoratori del Comune
ANZIO | Da Gaza all’Italia per dare un futuro ai suoi figli: la storia di Azhaar e l’appello solidale per la sua famiglia


