Si chiama “Zero rifiuti in mensa” il progetto che i genitori dei bambini della scuola Giovanni Paolo II propongono al Comune e che ha l’obiettivo di ridurre i piatti e le posate di plastica gettati ogni giorno nella spazzatura della scuola. “Il progetto – scrivono nella lettera – consiste nell’abbandonare i piatti usa e getta (35 grammi di plastica a persona a pasto) in favore di un kit in materiale infrangibile e lavabile contenente piatti e posate, fornito gratuitamente dal Comune. L’aspetto più importante è quello legato alla produzione di rifiuti, che mal si concilia con l’attività di educazione all’alimentazione che si fa a scuola e in particolare a mensa. Prima di aderire all’iniziativa è sarà necessario che in ogni scuola si coinvolgano le famiglie perché solo da una comprensione e condivisione delle motivazioni del progetto potrà scaturire un’adesione personale, indispensabile al successo del progetto stesso poiché la pulizia del lunch box è a carico delle famiglie stesse”. La sperimentazione è avvenuta in alcune scuole di Vicenza nel 2013 ed ha dato ottimi risultati. “Sono stati formidabili, se si pensa che su 6168 pasti distribuiti nella prima fase della sperimentazione, cioè dal 10 al 31 marzo 2013, la sostituzione con i piatti di plastica è stata del 4% per dimenticanza (90% dei casi) e per pulizia non conforme (10% dei casi)”. La produzione dei rifiuti, ovviamente, è diminuita in modo drastico (in una scuola da 20 sacchi di plastica al giorno ad uno di rifiuti organici ed uno di carta). Rifiuti che spesso come abbiamo avuto modo di constatare e documentare noi stessi, stazionano per giorni nei cortili delle scuole, favorendo il proliferare di blatte, ratti e animali domestici che si cibano degli avanzi, creando condizioni igenico sanitarie non idonee a spazi frequentati da bambini, oltre che deturpando il decoro urbano”.
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