Il contratto stipulato con l’A&G va a finire sul tavolo della Corte dei Conti. Dopo che della faccenda era stato interessato il Prefetto di Latina, i consiglieri di minoranza che hanno sposato questa battaglia, Serafino Di Palma, Antonia Brandolini, Roberto Reginaldi e Lidano Zarra, dopo averlo promesso e aver più volte chiesto durante le sedute del consiglio comunale e question time, hanno deciso di andare avanti. Lo scorso 29 settembre i quattro consiglieri hanno quindi presentato un esposto alla Corte dei Conti sul contratto che, con determina dirigenziale n° 32, del 29/08/2013, il Dirigente del Comune di Sezze, Francesco Petrianni, affidava, con affidamento diretto alla societa’ A&G SpA di Lucca, il servizio di riordino della Banca dati tributaria per potenziare le entrate comunali, il recupero evasione e la riscossione ordinaria coattiva. “A parere dei firmatari – si legge nell’esposto presentato – risultano alquanto generici e contraddittori gli atti, tanto da suscitare dubbi sull’effettivo rispetto di quanto previsto e richiesto dalle norme europee e dall’attuale legislazione in materia di appalto pubblico. Non è dato rinvenire nel capitolato di appalto, ad esempio, sia l’importo presunto degli insoluti da recuperare che, come dichiarato in data 01/08/2014 dall’assessore al bilancio, si aggira intorno ai 7 milioni di euro, sia i costi certi, che si aggirano intorno ai 515 mila euro. E’ evidente che, se tutto ciò dovesse essere accertato, l’appalto non doveva e non poteva essere affidato direttamente dall’Ente ma, nel rispetto del decreto legislativo 163 /2006, doveva essere indetta una gara di appalto pubblica in quanto il valore dell’appalto risulterebbe superiore ai 38.000 euro dichiarati nel contratto. Si evidenzia – prosegue l’esposto – che l’aggio concordato nel contratto si aggira intorno al 22%. A tale proposito, nonostante le diverse interrogazioni e mozioni presentate all’ente dai consiglieri comunali nella loro funzione ispettiva sull’attività politico-amministrativa, le risposte date dall’ente comunale sono state sempre generiche ed evasive, giustificando il tutto per motivi di urgenza che il caso richiedeva”. La richiesta dei consiglieri comunali agli organi di vigilanza, quindi, sono quelle di valutare al meglio tale procedura, di verificare se sono state rispettate le regole dell’affidamento pubblico e revocare, in caso contrario, il contratto e prendere i provvedimenti necessari: “Tutto questo – si legge ancora nell’esposto presentato dai consiglieri Di Palma, Brandolini, Reginaldi e Zarra – per salvaguardare gli interessi dei cittadini che in questo particolare momento stanno sopportando i problemi della crisi economica e che andrebbero a pagare somme elevate a titolo di aggio da versare alla società A&G, nel mentre, all’ente comunale, verrebbe versata una somma inferiore a quella che poteva incassare in ipotesi di gara pubblica”.

