Ancora fiamme in località Casali nei giorni scorsi dopo gli incendi di inizio ottobre. Il fuoco, partito nella parte alta, ha minacciato pure chi ci abita che le fiamme non sono arrivate poi troppo lontane da un paio di case a tal punto da richiedere l’intervento delle forze di soccorso accorse sul posto per la messa in sicurezza e bonifica della zona. A notte già fatta, verso le 19 infatti, due diversi focolai sono partiti tra il sito archeologico di riparo Roberto, adesso maggiormente raggiungibile grazie ai lavori di scavo del collettore del nuovo depuratore, e sotto al campo di tiro a volo e fomentate dal vento hanno dato origine a due diversi cerchi di fiamme che hanno divorato svariati ettari di macchia mediterranea. Indisponibili i mezzi aerei e non più presenti in zona i Vigili del Fuoco, l’incombenza dello spegnimento è stata raccolta dei volontari del VVA che si sono precipitati in zona con sei uomini e i mezzi a disposizione tra cui un’autobotte proprio come quella in forza ai vigili del fuoco. Messe in sicurezza le abitazioni come prima parte dell’intervento, i volontari hanno quindi ‘attaccato le fiamme prima impedendone l’ulteriore allargamento e poi stringendole al centro fino al totale spegnimento. Comprese le operazioni di bonifica, l’intervento è durato circa sei ore e si è concluso dopo la mezzanotte. Ad inizio ottobre invece le fiamme partirono dal basso, da via Sicilia a Sezze Scalo. L’incendio, suggestivo dal punto di vista visivo si è sviluppato con una forma di due cerchi che hanno divorato una zona abitualmente utilizzata come pascolo dai pastori. Da regolamento, la stessa diventa automaticamente interdetta, anche per la caccia, per cinque anni. In pratica, tra qualche tempo, sarà ricoperta da erba fresca e priva di rovi fastidiosi.
Sezze, doppio tentativo di incendio in zona Casali e doppio spegnimento del VVA


