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Attualità

Priverno, All’Istituto comprensivo “Don Andrea Santoro si sperimenta la “Flipped Learning Classroom”

Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2014 18:44
Lidano Lucidi Pubblicato 27 Ottobre 2014
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Il nuovo anno scolastico dell’Istituto comprensivo “Don Andrea Santoro” di Priverno-Prossedi, si è aperto all’insegna dell’innovazione didattica. Le insegnanti delle classi terze dell’istituto hanno, infatti, adottato, a livello sperimentale, le strategie educative e le metodologie didattiche della “Flipped Learning Classroom”. La “Flipped classroom”, letteralmente classe capovolta – si legge in una nota dell’insegnante Anna Maria Scampone – è una proposta pedagogica emersa nell’ambito della comunità docente e messa in atto per la prima volta da due americani, Jon Bergmann e Aaron Sams, alla Woodland Park High School, in Colorado. Da un paio d’anni, ha cominciato a diffondersi anche in Italia: è stata adottata soprattutto nelle scuole medie e nelle superiori, mentre si contano ancora poche esperienze di ‘classi capovolte’ nella scuola primaria. Nella “Flipped learning classroom” la tradizionale impostazione dell’attività didattica svolta in classe viene ‘capovolta’ attraverso una modalità di insegnamento, in cui si invertono i tempi e le modalità di attività scolastica. Ad essere “capovolti” sono due momenti tipici della giornata di ogni studente: la lezione frontale con la spiegazione dell’argomento del giorno, che con questo metodo si fa da soli a casa; e i compiti a casa, che invece si fanno a scuola insieme agli insegnanti. Questo ribaltamento è possibile grazie a internet e alle nuove tecnologie. A casa, gli studenti consultano i materiali didattici digitali appositamente selezionati e predisposti dall’insegnante. Sono videolezioni, risorse multimediali, podcast o ebook in grado di trattare adeguatamente ed esaustivamente un contenuto. La seconda parte dell’apprendimento avviene invece in classe dove l’insegnante interagisce con un gruppo di alunni già preparato. L’aula, a cui viene sottratto l’evento lezione frontale, diviene il luogo in cui gli alunni, con le modalità dell’apprendimento condiviso (cooperative learning) e co-costruito, approfondiscono, discutono, ampliano, sperimentano e rielaborano quanto appreso a casa. La lezione frontale diventa individuale e a distanza, mentre lo studio diventa sociale e laboratoriale. Il vantaggio, per i singoli studenti, nello specifico scolari, è quello di poter adattare flessibilmente i tempi e i modi dell’apprendimento alle proprie caratteristiche e per gli insegnanti di poter effettuare interventi più mirati e personalizzati. C’è un recupero di motivazione e tempo incredibile. Tempo per esercitazioni in gruppo, laboratori, compiti, studio di casi, approfondimento. Ma anche tempo per seguire, in modo più mirato, i ragazzi con bisogni educativi speciali. “L’idea della Flipped classroom è ben sintonizzata con la tendenza generale dei sistemi di comunicazione a ridefinire le coordinate di spazio e tempo in chiave di maggiore mobilità, rapidità, flessibilità, personalizzazione. E’ inevitabile che la scuola debba fare i conti con questo megatrend. Le insegnanti delle classi terze hanno immediatamente colto questa opportunità formativa”, ha spiegato il dirigente scolastico, Anna Maria Bilancia. “Con l’autorizzazione dei genitori e dopo aver accertato la disponibilità tecnologica di ciascuno, hanno creato la loro classe virtuale, che costituisce una vera e propria comunità di apprendimento. L’esperienza, che sta entusiasmando alunni e genitori, è monitorata in divenire. Le insegnanti stanno seguendo il percorso formativo esperenziale “Capovolgere i BES”, organizzato dalla Flipnet e riconosciuto dal Miur, per acquisire le conoscenze e gli strumenti per realizzare una didattica inclusiva che offra ampie possibilità di personalizzazione, stimoli l’apprendimento cooperativo e introduca gradatamente docenti e discenti all’utilizzo efficace della “didattica capovolta”.(M.G.)

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