L’arredo del nuovo casale di Stoza (nelle foto di Piero Manciocchi) protagonista dell’incontro «Da barrique a oggetto di design» che si è svolto ieri pomeriggio (mercoledì 22 ottobre) nella sede romana di Eataly. Ad un anno dall’inaugurazione della Casa del Vino Cincinnato, un altro riconoscimento alla qualità dell’intervento realizzato dall’Arch. Stelvio Caratelli e dal Designer Piero Manciocchi.
Dopo la pubblicazione del progetto sulla prestigiosa rivista di architettura «Progetti», Piero Manciocchi è stato chiamato ad illustrarlo anche nella dimora capitolina di una delle eccellenze mondiali dell’enogastronomia italiana, dove peraltro i vini Cincinnato sono i più venduti in assoluto. Tale è stato l’interesse che il convegno verrà riproposto.
La villa-casale ottocentesca, immersa in un’area che rappresenta perfettamente la tipica collina laziale, è stata oggetto di un’importante ristrutturazione, con la realizzazione di una nuova struttura comprendente una bottaia interrata, la cucina-laboratorio per preparare le degustazioni ospitate in una grande sala interamente vetrata, una serie di locali tecnici.
Uno degli aspetti più originali, soprattutto dal punto di visto estetico, è l’arredo. Letti, comodini, lampade, ante dei contenitori, banconi del bar e della reception, tutto costruito riutilizzando barriques dismesse e botti in castagno recuperate dalle antiche cantine del centro storico. Due materiali molto diversi per le differenti modalità d’uso, corrispondenti a due culture di vinificazione distanti.
Si è voluto in tal modo avvicinare i due materiali all’elemento cardine di ogni architettura, la porta d’ingresso, che mette in contatto l’interno con l’esterno, e nei due materiali che lo costituiscono lega antico e moderno, la tradizione millenaria della vinificazione corese con la competenza attuale della Cooperativa Cincinnato.
Al progetto ha collaborato anche l’ultimo “sediaro”, non solo di Cori, ma forse di tutti i Lepini e dell’intera provincia pontina. Le sedie della sala degustazione, frutto di una rivisitazione della tipica sedia corese, sono state realizzate artigianalmente, come si faceva nei secoli addietro, dalla raccolta della paglia fino all’imbottitura.


