Dovrebbero essere circa 25 i progetti di centrali presentati al comune di Latina a sancire un’escalation di quello che assomiglia sempre più ad un nuovo business. A sollevare l’allarme è Giorgio Libralato, in prima linea da anni contro il proliferare indiscriminato di tali installazioni: “Il Comune lascia l’iniziativa ai privati senza alcun controllo dei pericoli, del territorio e delle emissioni.
C’è da chiedersi come mai alla speculazione dei privati non si aggiunga quella del comune. Anzichè tentare di vendere dei lotti di terreno o della cubatura alle cui aste ormai non partecipa più nessuno visto che l’offerta supera di parecchio la richiesta potrebbe realizzare, nei lotti vuoti, delle centrali a biogas o biomasse o eoliche o di chissà quale altra fonte di energia”.
Continua Libralato: “Tanto il guadagno è assicurato altrimenti non si sarebbero buttati tutti pseudo professionisti, esperti, finti ambientalisti e imprenditori sul guadagno facile e garantito del momento. Come abbiamo visto anche se le emissioni sono fuori controllo, anche se gli scarichi non rispettano i parametri di legge pure se manca il certificato di produzione incendi nessuno interviene e la produzione con la speculazione continua. Oppure il comune potrebbe (e dovrebbe) per una questione di equità, in questi tempi nei quali i cittadini sono tartassati da Tari, Tasi, Iuc e diavolerie varie arretrati compresi, far pagare gli oneri di concessione alle centrali a biogas in quanto implicano maggiori costi per la manutenzione delle strade e delle opere d’arte oltre che sicuramente problemi alla popolazione”.
Il tecnico di Pontinia passa alle proposte: “Basterebbe, per esempio, far pagare 10.000 € per ogni 300 kw di produzione per incassare almeno 500.000 €. Cui si potrebbe aggiungere una quota annua in base alla produzione derivante dal cambio di categoria catastale dell’immobile, a sua volta con tari e tasi. Intanto ieri la solita manifestazione pacifica e non violenta della ragione, del bene comune, della tutela della salute e dell’agricoltura di qualità, del territorio e dell’ambiente contro chi vuole speculare ed emettere emissioni nocive con l’assenza, tanto per cambiare, dei dirigenti e dei politici”.


