“Carlo Cottarelli ha dichiarato in audizione alla Commissione sull’Anagrafe Tributaria che 8mila comuni in Italia sono troppi ed ha proposto l’accorpamento di alcuni di essi. Da queste dichiarazioni se ne deduce una scarsa dimestichezza con le realtà delle autonomie locali. I comuni indebitati sono i grandi comuni rispetto ai piccoli. I comuni piccoli sono quelli che sono in grado di dare il miglior servizio al costo più basso”. Guidi allarga il proprio ragionamento: “Già in passato altri in termini ragionieristici proposero la riduzione dei comuni e altri approvarono le norme sulle Unione dei Comuni fatte in maniera obbligatoria. Il risultato è stato che le spese si stanno moltiplicando con aggravio della finanza pubblica e delle spese a carico dei cittadini”. Addirittura Guidi riporta un precedente storico: “Giusto poi per ricordalo, già nel 1929 si fece la riduzione dei comuni e nel 1953 le forze democratiche restituirono autonomia a molte realtà”. Guidi poi torna al giorno d’oggi e la sua conclusione pare alludere alla possibilità che dietro ad un ragionamento tale condotto dal governo centrale, ci sia l’intento che dietro ad una sollevazione contro tali accorpamenti tra comuni, si possa poi trovare il pretesto per un nuovo aumento dei tagli operati nei fondi che lo stesso governo ogni anno trasferisce agli enti locali. Guidi infatti conclude: “Deve anche finire il giochino che si tagliano i trasferimenti da Roma per obbligare poi i Sindaci a mettere nuove tasse. E’ il caso della incostituzionale Tasi. E’ poi c’è anche chi dice che abbassa le tasse”.
Bassiano, Guidi scrive a Cottarelli contro la spending review che accorpa i Comuni


