Il Tribunale di Cassino con sen.za n° 720-2014 ha assolto dopo sette anni i giornalisti di Latina querelati per diffamazione a mezzo stampa solo perché avevano dato voce alle critiche di Comitati ed amministratori sulla gestione Acqualatina. Nelle motivazioni, il giudice afferma che in tutti gli articoli contestati sono stati rispettati i principi della “verità storica della notizia”, della “pertinenza” e della “continenza” e, contrariamente a quanto sostenuto dai querelanti, “non è emerso che negli articoli si riferiscano notizie false o prive di fondamento”. Il giudice ha inoltre fatto notare che “è indubbio l’interesse pubblico delle vicende di Acqualatina, società che aveva privatizzato la gestione del servizio idrico nella totalità della provincia di Latina, interesse dimostrato anche dall’effettuazione di servizi di trasmissione televisive di diffusione nazionale”.
Oltre al ringraziamento ai giornalisti, il comitato Acquapubblica sottolinea: “Oggi anche noi con loro riteniamo che i costi di queste azioni legali, al limite dell’azione temeraria, debbano ricadere su chi le promuove e non sui bilanci della società e quindi nella bolletta degli utenti. Finalmente viene sgonfiata la forte pressione che obiettivamente intimorisce la stampa ed ancor prima i cittadini che sono sotto la costante minaccia di querele infondate solo perché non piegano la testa”.


