L’intervento sulla stampa del consigliere Giulio Del Monte in merito all’adeguamento della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, è “puro terrorismo politico, becera demagogia, inutile populismo”. Ad affermarlo è l’assessore al Bilancio del Comune di Sonnino, Gianni Celani. Che, così prosegue: “In Consiglio comunale non sembrava, Del Monte al pari di Bernardini, così scandalizzato dalla delibera di adeguamento delle aliquote Tasi. Anzi! Lui stesso ha condiviso l’analisi che ho fatto in Consiglio, soprattutto quando ho parlato dei tagli dei trasferimenti statali, che continuano imperterriti a togliere risorse certe e sicure al Comune. In effetti, Giulio Del Monte sa bene che lo Stato fino a pochi anni fa inviava al Comune di Sonnino 1 milione e 500 mila euro circa come trasferimenti. Era una risorsa certa, soldi che entravano nelle casse comunali con tempistiche facilmente prevedibili e costanti. Oggi i trasferimenti statali ammontano a circa 670 mila euro. Meno della metà!! Lo Stato oggi ti dice: Caro Comune, ti taglio i trasferimenti e al loro posto metti tasse ed imposte locali (IMU, TASI, TARI, ecc..). Peccato però che nella realtà poi si scopre che della TASI lo Stato si tiene l’1 per mille, non solo sulle prime case, ma anche sulle altre abitazioni, dove a Sonnino la Tasi non si paga! Si scopre che lo Stato trattiene il 38,22% dell’IMU che i cittadini sonninesi credono di pagare interamente al Comune per ottenere servizi. Del Monte sa bene queste cose, come ha detto in Consiglio Comunale “ha controllato i dati sul sito del Ministero”. Quindi? Ed è per questo che sono io che voglio guardare in faccia Del Monte mentre afferma che “l’amministrazione ha aumentato la Tasi”, dimenticando che invece è conseguenza dei tagli dello Stato”. Il Comune di Sonnino è stato uno dei pochissimi Enti d’Italia – ha aggiunto Celani – ad aver approvato le aliquote TASI nel mese di maggio, in tempo per poter riscuotere la rata di giugno. Certamente un esempio di virtuosismo. A maggio “decidemmo di approvare le aliquote Tasi, nonostante ancora il quadro normativo non fosse ben chiaro, per poter fare un minimo di cassa in un momento in cui i trasferimenti statali erano ancora lontani dal concretizzarsi. Abbiamo scelto di mettere al minimo l’aliquota e verificare in seguito gli effetti ottenuti, anche in attesa della definizione del quadro normativo inerente la Tasi. Oggi, a conti fatti siamo stati costretti ad adeguare l’aliquota, per effetto delle novità e dei tagli ai trasferimenti statali resi noti successivamente all’approvazione del bilancio, in primis la detrazione dai trasferimenti statali dell’importo pari all’aliquota standard dell’1 per mille da applicarsi anche sulle abitazioni diverse dalla prima casa. In poche parole, anzi in numeri, il Comune con la Tasi incassava 50 e lo stato si prendeva più di 150. Il saldo negativo ha creato quindi un buco in bilancio che si è reso necessario ripianare adeguando la Tasi”. L’assessore al Bilancio ha sottolineato poi che “il bilancio soffre per colpa, oltre che dei tagli dello Stato e delle spending review imposte dai vari governi, per gli effetti provocati dall’infausto incendio dei mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti, avvenuto il 28 luglio scorso, e per più di 300 mila euro di debiti derivanti da sentenze, nate da contenziosi molto antichi e che sono ricaduti sulla testa di questa amministrazione, la quale, rimboccandosi le maniche e senza perdersi d’animo, ha trovato, grazie anche al mio lavoro, degli accordi bonari per poter gravare il meno possibile sul bilancio comunale e spalmare importi scontati su tre anni senza pagare ulteriori interessi, rimuovendo definitivamente questa spaventosa spada di Damocle pendente sulla testa dell’ente costituita dalle citate sentenze”.
Mario Giorgi


