Nei giorni scorsi, la conferenza indetta da Acqualatina alla presenza degli amministratori di Sezze, ha tracciato un bilancio dei primi mesi del passaggio del più grande dei paesi lepini al gestore idrico che si occupa dell’acqua dei 39 comuni dell’ato4. Nella conferenza, sia da parte di Acqualatina, che ha tracciato pure le linee future evidenziando la progressione dei futuri interventi previsti a Sezze per normalizzare una situazione di rete idrica che normale non è, sia da parte del sindaco di Sezze e degli altri dirigenti setini, sono stati espressi giudizi positivi di un periodo, seppur breve, che porta Sezze fuori dal ventennio targato Dondi. Arriva però un monito nella vicenda che richiama un po’ tutti alle rispettive responsabilità. A sollevarlo è il portavoce del comitato acquapubblica setino Paolo Di Capua che in un manoscritto sottolinea: “Siamo usciti fuori da una situazione da Medioevo ha detto il sindaco, ma chi ci ha portato in questa situazione? Adesso non possono ignorare che stavano facendo pagare ai setino la loro acqua a Dondi che la pagava ad Acqualatina. Ignoravano forse che Dondi non pagava i canoni? E ignoravano che la depurazione non veniva effettuata? Non sapevano che l’acqua non era potabile? Eppure le ordinanze mai revocate, ne hanno vietato l’utilizzo. Non sapevano che la convenzione era disattesa in molti punti? Non sapevano che anno dopo anno le tariffe aumentavano fino ad un 252% dall’arrivo di Dondi a Sezze? E che gli interventi straordinari venivano effettuati alla cieca, neppure questo sapevano? E durante le altri estati in cui mancava l’acqua cosa hanno fatto gli amministratori?”. Dopo la sfilza di domande retoriche le considerazioni: “Comunque, con Acqualatina, si è passati da una gestione privata ad un’altra gestione privata in barba al referendum sull’acqua pubblica. Senza parlare di futuri aumenti e dello spettro del deposito cauzionale”.
Luca Morazzano


