Sezze è un paese in vendita. O meglio è un paese con il centro storico in vendita. Basta fare un giro per le strade che si inerpicano fino al Comune per rendersene conto. Un esempio eclatante è vicolo del Serpe, uno dei budelli più tipici di tutto il paese che già dal nome rende la sua morfologia. Beh, in quella che è una via di congiunzione tra Via Umberto e l’acropoli, ci sono una decina di cartelli tra quelli privati e quelli di agenzie di case in vendita o in affitto. Per cercare di fotografare meglio la situazione allora abbiamo fatto un giro delle agenzie immobiliari chiedendo loro di darci i numeri di quanti annunci abbiano in catalogo su territorio setino tra affittasi e vendesi. La cifra fa impressione perché sommando i dati forniti da tre agenzie e poi aggiungiamo pure una stima forfettaria dei cartelli affissi ‘fai da te ’ dai privati, arriviamo facilmente a superare 1000 immobili sul mercato. Immobili di ogni tipologia, dai garage agli appartamenti, dai monolocale alle villette, sul mercato in stato di vendita o di affitto. Parlando con loro ci dipingiamo una situazione mutata e pure tanto negli ultimi anni. In pratica dal loro racconto capiamo che Sezze ha dapprima conosciuto una tendenza centrifuga in cui i setini di generazioni, hanno lasciato il centro storico, le case di famiglia, per spostarsi nelle periferie dove chi aveva un terreno ha costruito villette oppure in zone poi sviluppate come estensioni urbane. Il proliferare di villette a schiera, case in serie costruite da ditte e cooperative e quanto altro, ha portato alla creazione di nuove aree abitate, vedi le zone di Monte Trevi o Colli, che risultano ormai come zone residenziali ad altissima densità di popolazione. La migrazione ha portato però al primo insorgere dei vuoti nel centro storico. Vuoti che le immigrazioni di stranieri provenienti prima dall’Albania e dal nord Africa, poi dai paesi comunitari dell’est europeo come la Romania hanno colmato, togliendo negli anni alcune caratteristiche di setinità ad un centro ormai multietnico. LA nuova crisi economica però sta creando un nuovo flusso di migrazione con molte famiglie di stranieri che stanno andando via svuotando specialmente i tanti locali in affitto di proprietà dei setini, che, a causa degli aumenti nelle tassazioni, li mettono ora in vendita su un mercato che però gli stessi operatori ci descrivono come bloccato. Così i prezzi crollano e se a seconda della tipologia e dello stato delle abitazioni (ubicazione, servizi, anno di costruzione ecc…), per l’usato il prezzo varia tra i 300 e un massimo di 1000 euro a metro quadro, anche il nuovo è in picchiata con un valore intorno ai 1500 euro a metro quadro.
Luca Morazzano


