Appena il giorno prima, il sindaco di Roccasecca dei Volsci, Barbara Petroni, aveva diffuso la notizia che il Tar non aveva concesso la sospensiva al ricorso di Luigino Mandatori per la sua decadenza da presidente del Consiglio comunale del piccolo centro collinare ausono. Ieri, Mandatori ha ribattuto colpo su colpo. La risposta che il Tar di Latina – scrive in una nota – ha fornito al ricorrente ex presidente del Consiglio comunale di Roccasecca dei Volsci, Luigino Mandatori, con ordinanza n. 548 del 11/09/2014, riguardo alla sospensione del deliberato revocatorio della carica, rispecchia più o meno l’applicazione del classico “lavarsene le mani” rimandando il tutto alla discussione di merito. I giudici – scrive Mandatori – con la loro decisione danno al problema “il giusto valore giuridico, evidenziando anche un problema di conflitto istituzionale”. E – è sempre Mandatori a parlare – non poteva essere altrimenti, “viste le complesse argomentazioni sollevate con il ricorso del Mandatori, che giustificano l’operato dello stesso di fronte alle peregrine e vessatorie affermazioni della parte opponente”. Non viene considerato, e quindi sanzionato – continua la nota di Mandatori – “il comportamento prefettizio manifestatosi duramente fuori e al di sopra dei vincoli istituzionali, intervenendo per così dire “a gamba tesa” in un’azione tutta contenuta e sviluppata in ambito regolamentare e statutario dell’ente”. E, più precisamente – aggiunge – l’intervento del prefetto non si è verificato nel mese di Novembre 2012, quando cinque consiglieri più il sindaco firmarono la prima mozione di sfiducia. “Ben altro comportamento invece ha assunto nella seconda, presentata nel 2014, dove i consiglieri erano tre più il sindaco, pur essendo rimasti gli stessi motivi”. La non decisione e il non riconoscimento del fumus boni juris – insiste l’ex presidente del Consiglio comunale – non soddisfano chiaramente la parte ricorrente e nemmeno l’interesse “della comunità paesana”, che continua a vivere in un municipio ingessato e giuridicamente ambiguo “con ampi spazi di sospetta illegalità”. Dirà il TAR, quando entrerà nel merito se “sia stato legittimo o no il comportamento del sindaco e del prefetto”. Intanto, Mandatori, insieme al suo legale, sta valutando concretamente la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato per definire il merito di questo problema. Pertanto, insiste l’ex presidente del Consiglio comunale – se qualcuno, “si sente scelleratamente vincitore, Luigino Mandatori non è perdente, ma “tutelato” dal Tribunale rispetto al modus operandi dell’amministrazione comunale”. “La mia soddisfazione – conclude Mandatori – è di aver portato al centro dell’attenzione dell’intera provincia di Latina e oltre la figura istituzionale del presidente del Consiglio comunale che, anche in una piccola realtà come Roccasecca, assume il suo giusto ruolo riguardo alle garanzie di legge e statutarie per gli organismi amministrativi, delle minoranze consiliari e sociali”.
Mario Giorgi


