Dopo tante polemiche, di accuse e risposte piccate, dall’una e dall’altra parte, il sindaco di Roccasecca dei Volsci, Barbara Petroni, interviene, con una nota, sulla vicenda del ricorso al Tar di Luigino Mandatori in merito alla revoca della carica da presidente del Consiglio comunale dello stesso. E lo fa, inizialmente, in maniera asettica, raccontando l’ultimo atto della vicenda: il giorno 11 settembre il Tar di Latina ha bocciato la richiesta di sospensiva inoltrata dall’ex presidente del Consiglio comunale di Roccasecca dei Volsci Luigino Mandatori, in merito alla revoca dalla carica che faceva seguito alla mozione di sfiducia nei suoi confronti, firmata dal sindaco e da tre consiglieri comunali e che si era risolta, nel mese di giugno, con un Consiglio comunale straordinario, convocato dal prefetto di Latina, Antonio D’Acunto , dopo che Mandatori si era rifiutato, nonostante la diffida prefettizia di porre l’argomento stesso all’ordine del giorno. Poi, il primo cittadino rocchigiano – prima donna ad aver indossato la fascia tricolore nel piccolo centro collinare ausono – entra nel merito della vicenda, anche con qualche accenno polemico: “In realtà, Mandatori aveva cercato di evitare fino alla fine di sottoporre all’attenzione dell’assise la revoca dalla carica, adducendo quale motivazione il fatto che si trattava di una sfiducia politica”. La verità , invece – continua Barbara Petroni – era tutt’altra. “Troppe volte si erano create enormi difficoltà nel fargli predisporre l’ordine del giorno preparato dal sindaco, dalla giunta e dagli uffici”. Altro elemento determinante nella necessità della revoca, secondo il sindaco rocchigiano, era costituito dal fatto che “Mandatori non riusciva a condurre adeguatamente e in maniera super partes i Consigli comunali, abbandonando le sedute, oppure suggerendo alla minoranza di far venir meno il numero legale”. Una strategia, la sua, che – continua Petroni – “non ha pagato, poiché il tentativo di imbrigliare l’amministrazione comunale è stato, fortunatamente, fermato anche con la collaborazione istituzionale tra Enti, che si sono resi conto dei “tentativi ostruzionistici ripetuti messi in campo dallo stesso”. L’11 settembre, il Tar “ha dato ragione all’Ente non concedendo la sospensiva, come era avvenuto, del resto, anche con il primo ricorso fatto dallo stesso Mandatori insieme alla minoranza e che si era concluso nella stessa maniera”. Amen.
Mario Giorgi


