“Da tempo chiediamo all’amministrazione comunale ed ai partiti che guidano la maggioranza in Comune (Sinistra Ecologia e Libertà, Partito democratico NdR) di affrontare il tema della sanità”. In quanto, è “innegabile che il futuro della sanità privernate sia fortemente a rischio”. Così, Fabio Martellucci, consigliere comunale di opposizione ed ancora assessore provinciale a Latina, apre una sorta di lettera aperta alla città: amministratori, cittadini e mezzi di informazione. Al momento dell’ex ospedale “Regina Elena” di Priverno, attualmente classificato come Presidio Territoriale di Prossimità, non si conoscono non solo le prospettive future, ma anche quali siano le ipotesi di riconversione in cui lo stesso verrà – o, dovrebbe essere – coinvolto. Insidie e rischi – secondo Martellucci – resi ancor più evidenti dalla vicinanza della struttura di Sezze, già attivata quale Casa della Salute. A ciò si aggiunga il fatto che i lavori presso la struttura di Madonna delle Grazie, tutt’ora, dopo tanti proclami, sono ancora fermi. A breve, a quanto è dato sapere, potrebbe essere varato il nuovo Atto Aziendale della Asl con la conseguente riorganizzazione della rete ospedaliera e sanitaria provinciale. Ed allora – sottolinea il consigliere comunale di opposizione – “è il momento che Priverno faccia sentire la propria voce”. “Da mesi – precisa Fabio Martellucci – evidenziamo l’opportunità di aprire una discussione, di affrontare il tema in maniera unitaria, senza destra né sinistra, ma come città che parla una voce ferma e unitaria”. E quale migliore sede per esprime quella voce? Il Consiglio comunale, magari in seduta “straordinaria, di cui abbiamo già chiesto la relativa convocazione, alla presenza del presidente della Regione Lazio Zingaretti e del nuovo direttore della Asl, Caporossi”. E, invece, che cosa accade? Il Partito democratico di Priverno, primo partito di maggioranza in Comune, ha preferito parlare di sanità, invitando il direttore generale della Asl sabato sera alla Festa dell’Unità”. E – ironizza Martellucci – “a quanto è dato sapere, senza che sia stato invitato, o fosse presente, neppure il sindaco!”. Certo l’aula consiliare non è bella quanto la piazza, ma “in quella sede avrebbero potuto accedere tutti i cittadini desiderosi di conoscere il destino della nostra sanità, mentre alla Festa dell’Unità, non tutti intendono partecipare”. “Immagino che adesso – conclude l’esponente di opposizione – ci verrà detto che a breve verrà convocato un Consiglio comunale su questo tema e che il direttore della Asl verrà nuovamente invitato. Bene. Meglio tardi che mai, però verrebbe prima il Consiglio comunale e poi la Festa dell’Unità!” E’ “una questione di stile e di rispetto per le istituzioni”.
Mario Giorgi

