Nei giorni scorsi aveva suscitato polemiche e scalpore una richiesta di intervento dei Carabinieri nei pressi di una delle abitazioni presenti a Priverno in cui risiedono i rifugiati politici inseriti nel progetto Sprar. A causa degli schiamazzi notturni degli stessi occupanti dell’abitazione in questione, a detta dei vicini, per tre volte è stato necessario ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine nel giro di pochi giorni. Le accuse e il tam tam mediatico, come succede spesso negli ultimi tempi, ha preso forma su facebook. Lo stesso mezzo che ha scelto per spiegare l’accaduto il consigliere comunale Sonia Quattrociocche. “Quanto si dice riguardo gli interventi dei Carabinieri vero. C’è stato un intervento dei Carabinieri per un diverbio verbale tra due ospiti di una struttura in cui abitano i rifugiati inseriti nel progetto Sprar. Gli uomini dell’Arma sono arrivati a seguito di una chiamata dei vicini, giustamente allarmati dalle grida. Un litigio però lontano dal linciaggio narrato da qualcuno. La sicurezza è uno dei focus primari di questa amministrazione, come dimostra la vicinanza e la collaborazione attivata da oltre un anno con gli uomini del Comandante Calabresi”. Quattrociocche continua: “Quanto accaduto non ha nulla a che fare con il progetto, si è trattata di un’incresciosa situazione come purtroppo migliaia se ne creano ogni giorno in ogni comune d’Italia senza distinzione di razza, sesso, colore della pelle o status civile” e poi allarga il raggio: “Per quanto riguarda questioni sanitarie, tutti gli ospiti dello Sprar sono in Italia da diverso tempo e, nelle varie fasi del progetto, sono sottoposti a regolari controlli sanitari”. Altro capitolo toccato dal consigliere, quello relativo alle spese: “Il Comune sta operando tutti gli interventi possibili a livello di servizi sociali per i privernati in difficoltà. Le spese del progetto SPRAR non intaccano le casse del Comune perché arrivano da fondi della Comunità Europea e sono totalmente svincolati da qualunque voce di bilancio comunale preesistente. Anzi generano ricchezza per il paese visto che sono reinvestiti sul territorio sotto forma di stipendi, di affitti e di beni di consumo acquistati a Priverno. Si tratta di qualche migliaio di euro al mese, una cifra non astronomica, ma comunque di ‘conforto’ per l’economia visto il duro momento che tutti stiamo affrontando”. Infine conclude la Quattrociocche: “Conoscendo gli ospiti dello SPRAR di Priverno molti cambierebbero idea perché sono persone che hanno subito violenze e umiliazioni nel corso di tutta la loro vita e hanno scelto il nostro Paese per avere un barlume di speranza e un futuro da garantire ai loro bambini”.
Priverno, il consigliere Sonia Quattociocche tranquillizza sulla vicenda rifugiati politici


