Due beffe al prezzo di una per i 136 lavoratori della Sapa di Fossanova. Dopo un’indagine svolta dal segretario nazionale della Ugl, la dottoressa Vicaro, nonostante questa dovrebbe essere la settimana dell’incontro fatidico tra rappresentanze degli operai, autorità del governo italiano e esponenti dell’ambasciata norvegese con i vertici della Sapa, in agenda ancora non sono fissati appuntamenti in barba a quanto ipotizzato dal ministro del Lavoro Poletti. Rimane però viva la speranza degli stessi operai, che nel frattempo continuano il presidio, che se non in questa, la prossima settimana l’incontro possa arrivare davvero. Intanto un altro segno per nulla buono per quanto riguarda la volontà di Sapa di scendere a trattazioni, arriva dalle buste paga. L’avvocato Fabio Leggiero, legale cui si sono rivolti alcuni degli operai stessi, ha rivelato che non solo alla fine del mese di luglio 2014 Sapa-Hydro ha comunicato il licenziamento alle sue 136 maestranze (dato già risaputo) ma che agli ormai ex lavoratori, già licenziati e collocati in mobilità, è arrivata una busta paga vicina allo 0 a causa delle trattenute applicate per presunte ore di sciopero mai osservate. Lo stesso avvocato Leggiero ha subito ravvisato un’incongruenza in questo atto: “I miei assistiti lamentano un presunto indebito oggettivo verso Sapa perché quest’ultima dapprima collocava in permesso retribuito i lavoratori (come attestato da un cartello affisso nelle scorse settimane ndr.), e successivamente una volta cessato per opera del licenziamento il rapporto di lavoro assoggetta tale periodo ad ore di sciopero operando le trattenute nonostante i lavoratori avessero manifestato la volontà di prestare l’attività lavorativa. Non mi risulta che i miei assistiti abbiano svolto ore di sciopero in epoca successiva all’indebita trattenuta; non solo, nel momento in cui l’azienda svolge un comunicato aziendale di collocamento in permesso retribuito, ed in difetto di altre comunicazioni; tale comportamento e/o volontà si contraddice con l’impugnata trattenuta. Verificheremo la legittimità o meno di siffatto operato aziendale al fine di accertare e tutelare quanto rivendicato dai lavoratori”. Gli operai continuano intanto il presidio tra mille difficoltà economiche, in attesa di notizie dai tavoli di concordato, dal tavolo del legale che ha in cura le loro retribuzioni e da chiunque voglia subentrare in una vicenda che profila un triste epilogo.
Luca Morazzano


