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Mondoreale > Blog > Attualità > “Latina Formazione Lavoro”, Forte chiede l’intervento della regione Lazio
Attualità

“Latina Formazione Lavoro”, Forte chiede l’intervento della regione Lazio

Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2014 12:43
Lidano Lucidi Pubblicato 3 Settembre 2014
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Il consigliere regionale del Partito democratico Enrico Forte ha presentato, nei giorni scorsi, un’interrogazione per verificare l’uso delle risorse regionali e la trasparenza dell’operato della società Latina Formazione e Lavoro. Nell’interrogazione, indirizzata al presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori e all’assessore Smeriglio, Forte ricorda che la Latina Formazione e Lavoro Spa è un ente di diritto privato sotto controllo pubblico – essendo il suo azionariato totalmente detenuto dell’ente di via Costa – nata con l’obiettivo di svolgere attività di formazione professionale per conto dell’amministrazione provinciale in house-providing. Negli ultimi mesi di vita, però, la Giunta guidata da Armando Cusani ha operato “una serie di modifiche sull’assetto societario che suscitano grandi perplessità: la carica di amministratore unico e quella di direttore generale della Latina Formazione e Lavoro – ha spiegato il consigliere regionale pontino – sono state attribuite ad un unico soggetto che, peraltro, è un funzionario della Provincia in distacco, mentre il precedente direttore generale è stato “rimosso” senza motivazione: il risultato è un palese conflitto di interessi in cui chi fino a ieri doveva esercitare il controllo sulla società oggi ne è diventato gestore”. Presso la stessa società – si legge ancora nell’interrogazione – sono inoltre impiegati una funzionaria e venti lavoratori interinali, questi ultimi con diversi livelli d’inquadramento, che rischiano di essere esclusi dal concorso indetto nell’ottobre 2013 e del quale non sono stati chiariti i criteri di nomina della Commissione selezionatrice. I criteri di assunzione sono stati peraltro oggetto di una nota del dirigente Risorse umane della Provincia che “ha richiamato la Latina Formazione a prestare particolare attenzione nell’assunzione di personale mentre un recente avviso pubblico per il reclutamento dei formatori è stato oggetto di contestazione da parte delle organizzazioni sindacali per aspetti poco chiari in materia di valutazione dei titoli professionali”. L’interrogazione ricorda, inoltre, come dell’attività della società si conosca “la crescita del numero dei corsi e degli allievi, mentre resta un mistero l’effettiva occupazione degli studenti che seguono quel percorso, così come non è dato sapere se l’ente sia riuscito ad instaurare rapporti significativi con le scuole e l’università né se esista una strategia finalizzata a collocare l’azione dell’agenzia nell’ambito del sistema economico e formativo locale”. La Latina Formazione e Lavoro, finanziata quasi esclusivamente da risorse regionali – scrive ancora Forte nell’interrogazione – appare piuttosto come un “consumatore-distributore di denaro pubblico (quello derivante da trasferimenti regionali) piuttosto che un soggetto utile per il territorio pontino. Credo che debba tornare ad essere un ente che si occupa di formazione attraverso modalità di azione chiare e trasparenti tanto più alla luce del fatto che la Provincia, socio unico della spa, vedrà profondamente rivisitato il proprio ruolo”. La Regione deve quindi verificare con attenzione “l’impiego delle risorse, il rispetto della loro destinazione e i dispositivi di controllo della spesa oltre che l’assetto organizzativo della società». L’interrogante chiede quindi al presidente della Giunta regionale e all’assessore Smeriglio che la regione, oggi più che in passato, assicuri che le risorse attribuite da quest’ultima vengano impiegate in maniera trasparente rispettando la loro destinazione, che le procedure di gestione della spesa prevedano dispositivi di controllo e non da parte della società attrice della spesa e che l’ente abbia un assetto organizzativo trasparente e non monocratico, per “evitare che partecipate come questa diventino rifugio per personaggi noti più per il loro impegno in politica che per la loro professionalità”.
Mario Giorgi

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