Nei giorni scorsi il presidente della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori) sezione di Latina, Alessandro Rossi, aveva scritto un’accorata lettera al sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, a proposito della vicenda che sta vivendo il Centro di Alta Diagnostica della “Fondazione Roma”. Quello del dott. Rossi era un vero e proprio appello pubblico, ricordando a Di Giorgi che, se questa opera non fosse stato possibile realizzarla all’interno della struttura ospedaliera, sarebbe stato compito del sindaco “individuare un’area dove edificare il Centro in oggetto”, onde “scongiurare la ventilata possibilità che il tutto possa trasferirsi nell’area romana”. Sulla vicenda, stamane, è intervenuto il consigliere regionale del Pd Enrico Forte. Anche un tono più o meno velatamente polemico. “Quella che ha in mente l’amministratore della Fondazione Roma è una strana idea di generosità: in pratica lui darebbe i macchinari, però soltanto nel caso ne abbia la gestione diretta. Qui più che una donazione sembra una semplice operazione di outsourcing – ha detto Forte – perché la cogestione alla fin fine è questo. Fa bene Zingaretti a pretendere chiarezza e trasparenza”. Il consigliere regionale del Pd ha sottolineato come sia necessario “procedere nel massimo rispetto della trasparenza e del rispetto delle regole”. “La regione vuole realizzare il Centro di alta diagnostica a Latina – ha sottolineato Forte – secondo le impostazioni originali e per questo lavorerà, anche insieme alle autorità locali. Quello che non si può accettare è questo mix di forzature e pressappochismo che è il tratto che emerge da soggetti poco informati che vogliono strumentalizzare la vicenda”. Ringraziata la Fondazione Roma per la disponibilità a realizzare questa importante opera nel capoluogo pontino, il consigliere regionale del Partito Democratico ha dichiarato che “da parte nostra continueremo a lavorare affinché il progetto del Centro di Alta Diagnostica resti nella nostra città”.
Mario Giorgi


