Nella conferenza dei sindaci ATO4 dello scorso 7 agosto il voto di alcuni sindaci ha permesso l’aumento delle tariffe di Acqualatina. Un dato che non è andato giù agli esponenti del Comitato Acqua Pubblica di Aprilia che in una nota del portavoce De Monaco dichiarano: “Il voto a legalizzato un furto di quasi 50 milioni di euro in danno ai cittadini per favorire l’ennesima volta l’AcquaPoliticaLatina. Questo signore di Latina, prima e strumentalmente per prendere in giro il popolino ha fatto passare un emendamento “farlocco” per far vedere che vuole aumentare il fondo sociale per i meno abbienti (… fermo a solo 700mila€ sui 5,5 milioni disponibili…) e poi ha lasciato che il gestore Acqualatina potesse fare man bassa nelle tasche degli utenti!
Questo Comitato come voce nel deserto e per primo aveva già denunciato il “piano del furto” con i comunicati[2] del 24/5/2014 e del 15/6/2014 senza che le associazioni dei consumatori battessero ciglio. Sfidiamo ad un confronto pubblico per dimostrare che si è trattato di furto legalizzato, ma vedrete che non hanno il coraggio e la competenza per discutere direttamente con i cittadini e senza l’aiutino del suggeritore Acqua(politica)latina! Con questo comportamento le illegalità e le illegittimità intorno alla gestione dell’acqua aumenteranno e l’unica via che resterà ai cittadini sarà l’azione civica necessaria ed indotta per tutelare gli interessi delle comunità contro l’incapacità-commistione politica e l’arroganza del gestore che non vuole mai pagare per le proprie responsabilità ed incapacità. Questo furto a che ne dicano i vertici di Acqualatina è del tutto illegittimo, non dovuto, non obbligatorio, non sancito da obblighi dell’ATO4 ne dall’Authority servizi idrici ed i cittadini non lo devono pagare.
Un furto legalizzato anche se spalmato su più anni per rendere la pillola meno amara ai cittadini E’ SEMPRE UN FURTO LEGALIZZATO
I cittadini si attiveranno in tutte le sedi giuridiche e vedremo se lo faranno le associazioni dei consumatori e gli 11 sindaci[3] che hanno provato ad evitare il furto, così si capirà chi fa battaglie solo strumentali e chi è fa azioni convinte a tutela della legalità e degli utenti.
E’ inaudito e vergognoso riconoscere il “furto legalizzato” per conguagli 2003-2011 perché:
· nel luglio del 2006 l’ATO4 ha già riconosciuto un debito (illegittimo) di 14,5 milioni per l’equilibrio della gestione anni 2003-2005;
· i comuni dell’ATO4 con accordo (illegittimo) del 16/4/2004 per assicurare l’equilibrio per anni 2003-2005 hanno rinunciato al canone di gestione dovuto per un totale di €4.300,000;
· il gestore non ha pagato 5,2 milioni di Canoni ai Consorzi di bonifica dovuti per gli anni 2003÷2005;
· il gestore non ha pagato 30,6milioni di penali MALL per mancato raggiungimento dei livelli di servizio;
· il gestore non ha pagato ai Comuni dell’ATO l’aggiornamento del canone dal 2003 al 2013 ed ha risparmiato € 2.171.543;
· al gestore è stato consentito di restituire in “comode” rate ai Comuni l’insoluto di ben 8,3 milioni di mutui già pagati dagli enti locali sugli impianti trasferiti in gestione ed oltretutto … senza interessi di mora;
· il gestore è stato esonerato dal pagamento di penali per circa 15 milioni per il mancato raggiungimento degli investimenti: 120 milioni entro il 2011, invece dei 146 previsti da contratto;
· il gestore ha potuto non pagare 18milioni per costo trasporto acqua potabile alle isole di Ponza e Ventotene, per gli anni 2003-2011.
Tutto questo nell’era CUSANI ed ora nell’era DI GIORGI ha garantito al gestore di avere comunque la tariffa massima: aumentando i costi di gestione ed espellendo gli altri costi esogeni (mutui, consorzi, trasporto acqua isole) anche se dovuti, accettati e sottoscritti come da contratto di gestione”.


