“In base ad una nuova legge proposta dalla Commissione europea un anno fa, tutti i semi e le piante potranno essere commercializzati solo se “approvati” da un ufficio preposto, “certificati” e inseriti in un elenco ufficiale. Si tratta di un provvedimento volto a favorire le multinazionali a discapito dei piccoli agricoltori che potrebbero essere considerati pericolosi fuorilegge”. A lanciare l’allarme il presidente della sezione setina della Coldiretti, Vittorio Del Duca, che in una nota prosegue: “I nostri contadini, che da sempre impiantano un nuovo carciofeto dai bulbi della vecchia carciofaia, ora potrebbero essere considerati dei pericolosi fuorilegge, come anche chi “rifà” e conserva il seme dei broccoletti locali per l’anno successivo. Potrà sembrare un paradosso, ma chi pianterà un albero, che non sarà acquistato dalle multinazionali, potrebbe essere considerato un pericoloso fuorilegge. Un monopolio, questo, mirato a consolidare il potere economico delle multinazionali su tutto il pianeta, sovvertendo l’ordine del Creato. Non solo, ma per spianarsi la strada, hanno già messo in commercio dei semi di carciofi (anche quelli coltivati a Sezze, per intenderci) dai quali è risultato fisicamente impossibile, per l’agricoltore, ricavare i bulbi per un nuovo impianto. A parte il fatto che la manipolazione o selezione genetica fa perdere molte delle caratteristiche di unicità e tipicità che hanno reso famoso il nostro carciofo, in questo modo le multinazionali sono riuscite a diventare proprietarie esclusive del seme brevettato, che venderanno caro agli agricoltori in regime di monopolio. Ma il danno veramente grave, e che non ha prezzo, è che così facendo si distrugge per sempre quella biodiversità e quei sapori che da sempre hanno contraddistinto e reso uniche le nostre produzioni, con ricadute negative sulla libertà e capacità di reddito degli agricoltori e sulla tutela del patrimonio genetico naturale delle varietà degli organismi. Sarà un ufficio della Commissione Europea a decidere quali semi e quali piante approvare o disapprovare, come sarà pure un’apposita Agenzia, istituita ad hoc, a controllare gli agricoltori e i giardinieri, che pagheranno i controlli di tasca loro, mentre una schiera di mille funzionari della Commissione Europea per l’Agricoltura, pagati coi nostri soldi, produce risultati di tale fatta in simbiosi con le multinazionali (Monsanto Seminis, Novartis, Dupont, Cargill….)
Le caratteristiche richieste, sulle quali la legge batte insistentemente per tutelare le multinazionali sono “distinguibilità, omogeneità, stabilità”, ovvero tutte quelle caratteristiche idonee a farci pagare i “diritti d’autore” e a rendere illegali tutte quelle piante, che sin da quando il mondo è mondo, i contadini hanno prodotto e propagato direttamente. Confidiamo – conclude Vittorio Del Duca – nel semestre italiano di presidenza CE per fermare una proposta di legge scellerata e lesiva della biodiversità e del made in Italy”.


