Dopo i due provvedimenti restrittivi che hanno riguardato Paolo Oliverio, al termine degli accertamenti svolti dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità del faccendiere romano, quale presunto reinvestimento delle somme indebitamente sottratte all’Ordine dei Ministri degli Infermi Religiosi Camilliani. L’operazione – ribattezzata con il nome “Codice da Vinci” – è l’epilogo delle indagini, coordinate dalla D.D.A. della locale Procura della Repubblica, del G.I.C.O. di Roma, che avevano portato all’esecuzione, nei confronti dell’uomo, di due ordinanze di custodia cautelare: la prima, a novembre del 2013, per la nomina pilotata di padre Renato Salvatore al vertice dell’ordine religioso e la seconda, a gennaio di quest’anno, in relazione ad un episodio di corruzione di pubblici ufficiali.
Roma, la Finanza sequestra al “faccendiere” Paolo Oliverio, immobili per 1,6 milioni di euro


