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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > Regione contro l’omofobia, uno spettacolo a Casal del Marmo
Cultura & Eventi

Regione contro l’omofobia, uno spettacolo a Casal del Marmo

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2014 9:46
Simone Di Giulio Pubblicato 18 Maggio 2014
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Quarta replica il prossimo 19 maggio per lo spettacolo di teatro e danza “Ada e Fly Girls” sul tema della violenza contro le donne, cui seguirà il confronto tra i ragazzi e le ragazze sulle sue cause e le conseguenze. Dopo essere stato rappresentato in due teatri romani e nella Sezione femminile dell’Istituto penitenziario di Rebibbia, “Ada e Fly Girls” approda lunedì all’Istituto penale minorile Casal del Marmo di Roma. Ideato dai ragazzi e ragazze degli Istituti di Istruzione Secondaria “Quarenghi Braschi” di Subiaco e “Giorgio Ambrosoli” di Roma, lo spettacolo è il momento saliente del progetto “Mai più violenza- Mai più complici” promosso dalla Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità della Regione Lazio, dal Movimento “Se non ora quando?” e dagli Istituti “Quarenghi Braschi” e “Giorgio Ambrosoli”, sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Presidente del Senato e del Presidente della Camera. “Un appuntamento di particolare rilievo per la sua valenza educativa e di relazione tra ragazze e ragazzi che si inserisce nel valore sociale del carcere come luogo non solo di detenzione ma di rieducazione e di reinserimento alla vita sociale, ma anche della scuola come luogo di apprendimento e di preparazione alla vita – afferma Donatina Persichetti Presidente della Consulta femminile – L’esperienza fatta nella Sezione femminile del carcere di Rebibbia ha arricchito di notevole valore umano il dialogo tra le nuove generazioni e il contesto sociale in cui agiscono, il confronto con questa nuova realtà rappresenta un nuovo tassello nella formazione delle ragazze e ragazzi per maturare la consapevolezza sul significato delle proprie azioni”. Lo spettacolo, originato dalla riflessione proposta dalla pièce teatrale di Cristina Comencini “L’amavo più della sua vita”, è una testimonianza di come le nuove generazioni percepiscono il dramma della violenza sulle donne, ma anche come divenire protagonisti di un cambiamento culturale.

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