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Mondoreale > Blog > Attualità > Maenza verso le elezioni: parola alla terza lista che non c’è
Attualità

Maenza verso le elezioni: parola alla terza lista che non c’è

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2014 10:47
Simone Di Giulio Pubblicato 20 Maggio 2014
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Alle scorse elezioni, l’unica lista antagonista della lista che portò all’elezione di Francesco Mastracci a sindaco, fu la Lista Civica per Maenza che sosteneva la candidatura di Daniele Marchetti. Allora la corsa fu a due perché la lista di centrosinistra, che allora sosteneva Paola Cacciotti, venne esclusa per un vizio di forma. Oggi la corsa sarà di nuovo a due ma a mancare sarà proprio la Lista Civica per Maenza” che avrebbe candidato a Sindaco l’architetto Isidoro Masi. La lista, all’ultimo momento ha deciso di non avanzare proprio la candidatura e oggi, a distanza si qualche giorno dalle votazioni, di circa un mese dalla presentazione delle liste, ha deciso di spiegare i motivi: “La popolazione maentina meritava almeno il tentativo di un cambio di passo e di persone con un valore aggiunto, certificato da azioni concrete e proposte fattibili . Una candidatura unitaria del centrodestra, rappresentata dall’architetto Isidoro Masi, figura molto apprezzata a livello locale e provinciale, con esperienza politica ed amministrativa riconosciuta, veniva auspicata da gran parte della popolazione, considerata una risorsa per il rilancio programmatico e di immagine del centro Lepino, classificato tra i più poveri, per reddito pro-capite, e non solo, dell’intero Lazio. La scelta di non presentarsi è maturata all’ultimo momento a seguito dei fatti che si sono susseguiti nei giorni precedenti la presentazione della lista, che hanno rivelato il livello subdolo ed infingardo della coalizione uscente. La mancanza di stile, di dialettica politica e la banalizzazione delle argomentazioni, ridotte a semplici diatribe personali, la dicono lunga sulla qualità ed il livello culturale di una parte del nostro paese. Le vicende alterne che hanno caratterizzato gli incontri, per cercare un riavvicinamento tra i rappresentanti del centrodestra locale, si sono rivelati degli inutili tranelli per far perdere tempo ed arrivare esausti, divisi ed impreparati alla presentazione delle liste. Ci chiediamo a chi gioverà tutto questo: alla qualità ed alla efficienza della pubblica amministrazione ed alla crescita e lo sviluppo del paese? Non lo crediamo. Risponde invece alla testarda necessità di mantenere il potere per il potere e garantire una continuità agli interessi finora sostenuti. Alla faccia degli interessi dei cittadini. Di fronte l’ostinazione di voler presentare un candidato non rappresentativo del centrodestra, proveniente dalla sinistra casuale, privo di memoria ed esperienza politica-amministrativa, sono state fatali: partecipare ad una competizione elettorale dove si rischiava di scendere ad un livello di confronto non basato su problemi reali e concreti, ma su battibecchi e scontri personali e senza fine, sarebbe stato inutile e degradante. Pertanto, consapevoli della difficoltà di poter convincere la maggioranza delle persone del fatto che una 3° lista sarebbe stata l’alternativa di voto, oltreché degli inevitabili contrasti che sarebbero scaturiti all’interno della stessa famiglia politica (o presunta tale) si sono rivelati determinanti . Inoltre la certezza che la divisione avrebbe comportato a tavolino la sconfitta per entrambe le liste, regalando un facile argomento all’amministrazione uscente, ci ha ulteriormente convinto a non concedere alibi a nessuno”. La considerazione poi diventa più ampia: “Le elezioni amministrative, un tempo vedevano le persone più in vista e qualificate del paese partecipare alle massime cariche rappresentative. Oggi si riducono alla corsa in cui, alcune persone, sembrano partecipare a giochi senza frontiere. Un inadeguato livello rappresentativo riduce la possibilità di crescita e di inserimento del paese in dinamiche sovracomunali relegandolo sempre più in angolo di decrescita. Si spera che tale sofferta decisione porti la cittadinanza ad una seria e profonda riflessione sul voto amministrativo”.

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