Si susseguono le segnalazioni riguardanti strani scarichi di digestato nelle campagne circostanti a Latina. C’è chi azzarda l’ipotesi che il liquido scuro di origine animale (tale sembra a sentire l’odore) possa essere prodotto dalla lavorazione in seno ad una centrale biogas. Per cercare di fare chiarezza, Giogio Libralato, tecnico ambientale di Pontinia, in prima linea nella lotta contro il Biogas ha spedito una lettera per chiedere numi in merito al Comune di Latina, al Comune di Cisterna di Latina, a quello di Sermoneta e a quello di Aprilia, alla Direzione ASL di Latina e alla Direzione ArpaLazio di Latina. Nella lettera si legge: “Dal punto di vista sanitario, Sindaci ed Enti di Controllo e tutela della salute, nell’evidenza scientifica dei danni alla salute umana e animali, dei danni all’ambiente e all’agricoltura derivanti dal proliferare incontrollato e insostenibile delle centrali a biomasse in provincia di Latina dovrebbero intervenire per l’adempimento istituzionale cui devono rispondere. Dopo che tutti i controlli resi pubblici dell’ArpaLazio Latina hanno evidenziato lo sforamento dei limiti di legge della centrale a biogas di Borgo Santa Maria non si ha nessuna notizia di altri controlli alle numerose centrali realizzati in provincia. Sono sempre di più trattori e camion che fanno percorsi Aprilia – La Chiesuola oppure viceversa oppure Aprilia – Latina Scalo (o Cisterna o Sermoneta) con botti che contengono liquami agricoli o digestato o entrambi. Poi questi liquami o digestati vengono sparsi sui terreni agricoli. Le notizie e le segnalazioni di attività illecite in materia, spesso provenienti dalle istituzioni sia per il digestato che per il compost fuori norma inducono ad un maggior controllo di quanto avviene nel territorio. Dopo i vari casi già segnalati e riportati sugli organi di informazione si segnala quello in via Eschido nel comune di Latina (a confine con quelli di Cisterna e di Sermoneta) dove è stato scaricato il materiale che si vede nelle informazioni e nelle immagini sotto riportate che si chiede di verificare.Il lungo tragitto compiuto per arrivare a scaricare farebbe pensare che non si tratti di normale attività agricola che presuppone un raggio di azione aziendale o comunque con tragitto e percorsi limitati. Oltre che della corretta gestione agricola si ha il dubbio che non sia nemmeno economica. Inoltre spesso queste pratiche, riportano le cronache, non sono legittime trattandosi il digestato di un rifiuto che non può essere sparso su un terreno agricolo. L’eventuale liquame agricolo dovrebbe essere comunque autorizzato nell’ambito dell’azienda agricola (da Aprilia a Latina percorrendo 40 km?) e comunque a determinate condizioni e autorizzazioni”.

