Se quelli di Nicola Zingaretti erano stati proclami che lasciavano presagire ottimismo a dosi abbondanti riguardo la situazione sanitaria regionale, dopo anni assai bui, l’analisi di Giuseppe Simeone, consigliere di opposizione in quota FI, ha toni ben differenti: “Portare il Lazio oltre i confini imposti dal commissariamento e dal recupero del deficit è indispensabile. Ma l’entusiasmo del presidente Zingaretti ci lascia perplessi. Il presidente parla di nuovi servizi per la sanità del Lazio. Getta acqua sull’incendio che rischia di dilagare se si continuano a non tutelare le eccellenze esistenti e non si procede a dare garanzie, sia sul piano professionale che sulla organizzazione e dotazione del personale. Ci auguriamo che in breve si passi dalle parole ai fatti con l’abolizione delle macro aree e la conseguente modifica dei decreti procedendo al potenziamento delle strutture del territorio che ad oggi continuano a sottostare ad un costante regime di emergenza. L’imperativo deve essere uniformare in tutte le province del Lazio la quota capitaria che per esempio a Latina ammonta a 1600 euro a fronte dei 1900 euro di Roma, e aumentare l’organico nelle strutture sanitarie. Nella provincia di Latina, per esempio, con l’avvicinarsi della stagione estiva se non si provvede ad inserire almeno 30 nuove unità lavorative non si potranno garantire neanche i livelli minimi di assistenza. Per questo vogliamo sapere cosa significa potenziare Latina, come si intende salvaguardare l’esistente e arginare l’ondata di tagli lineari che sta costantemente vanificando il diritto alla salute dei nostri cittadini. Ma soprattutto vorremmo sapere come intende il presidente e commissario ad acta per la sanità del Lazio, rendere attuativi e concreti i piani per la sanità. Se il metodo è lo stesso utilizzato per l’abolizione delle liste di attesa, visti i risultati sarebbe bene cambiare rotta nell’immediato”.
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