Ormai, si sa, tutto passa per Internet. Anche le comunicazioni amministrative, i dibattiti e le polemiche politiche. E, naturalmente, a Priverno non si fa eccezione. Prendiamo l’ultimo caso. Lunedì 28 aprile il sindaco del centro collinare lepino, Angelo Delogu, annuncia al popolo della Rete che “alle ore 14:30 di mercoledì 30 aprile è convocata la Commissione elettorale. Nel corso della seduta, che si terrà presso la sala consiliare del Comune di Priverno, verranno estratti i nominativi degli scrutinatori per le prossime elezioni europee. Come sempre, la seduta è pubblica e la cittadinanza è invitata a partecipare”. Martedì 29 aprile Roberto Federico, consigliere di minoranza, già assessore nella precedente Giunta di centrodestra, torna sull’argomento, pubblicando e commentando una sua lettera al sindaco sulla vicenda degli scrutatori. In primis Federico dà una leggera bacchettata a Delogu, precisando che “l’estrazione degli scrutatori è, e rimane, una prerogativa esclusivamente dei membri della Commissione elettorale, che ne sceglierà le modalità solo con un accordo all’unanimità”, e “non è certo una prerogativa del sindaco”. Subito dopo si dichiara d’accordo sull’estrazione. Però, precisa che sulla faccenda bisogna “essere chiari e dire ai nostri cittadini che il rischio che si corre nel dover procedere ed una estrazione dall’elenco degli scrutatori, che è ormai datato, è quello di selezionare persone che non hanno un reale bisogno di esercitare tale servizio retribuito”. Alla luce di questa considerazione, il consigliere Federico ha chiesto al sindaco “di reperire ufficialmente presso l’Ufficio provinciale del lavoro l’elenco dei disoccupati di Priverno, al fine poi di procedere ad una estrazione da questo elenco e selezionare il nominativo nelle liste degli scrutatori”. Perché, solo cosi – a suo dire – “sarà garantito il principio di selezione per le persone che effettivamente necessitano di prendere parte a questo servizio”. Nessun commento alle due dichiarazioni. Ma una sola nota a margine: grazie alla Rete almeno se ne parla!
Mario Giorgi
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