L’allarme era stato lanciato da Federico D’Arcangeli, segretario del Circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà: il Punto di primo intervento dell’ex ospedale “Regina Elena” di Priverno rischia di chiudere la notte. E questo – come ogni anno alla vigilia della stagione estiva – per tamponare le “difficoltà che gravano sul presidio ospedaliero di Terracina”. Poi – sempre secondo D’Arcangeli – è sembrato che il pericolo potesse essere scongiurato. Ma, ecco che proprio all’ex “Regina Elena” scatta un’emergenza “per l’assenza di un medico che crea un buco che, forse, non si riesce a coprire e così la chiusura notturna del Punto di primo intervento torna ad essere agitata”. Non solo. Ma D’Arcangeli mostra seria preoccupazione per “lo stato comatoso” in cui versano “i pochi servizi sanitari superstiti”, a fronte del “buio profondo” che sembrerebbe regnare “sulle prospettive future (Casa della Salute)” in via Madonna delle Grazie. Insomma, aveva concluso D’Arcangeli, “qualcuno ci dica quale deve essere la nostra sorte (alla quale comunque non ci rassegneremo…)”. Tutto questo in una nota inviata via mail agli organi di informazione alle ore 12:17 di martedì 8 aprile 2014. Alle ore 16 sempre di martedì, il sindaco di Priverno, Angelo Delogu, in un intervento sulla sua pagina fb, dichiara: “Pochi minuti fa ho avuto un colloquio telefonico con il dott. Caporossi, direttore generale della ASL di Latina. Abbiamo discusso, tra le altre cose, di alcune voci fatte circolare negli ultimi giorni in città e riguardanti la presunta chiusura notturna del Punto di Primo Soccorso di Priverno. Ho espresso tutto il mio disappunto, il mio sconcerto e la mia preoccupazione per l’ipotesi, garantendo la ferma opposizione mia e della mia amministrazione all’eventuale chiusura. Il direttore generale ha smentito categoricamente le voci riportate, confermando, invece, la volontà dell’Azienda di tenere aperto il PPI 24 ore su 24, 7 giorni su 7 con organico a pieno regime. Il dott. Caporossi ha ribadito, se ancora ce ne fosse bisogno, che decisioni del genere possono essere prese solo a seguito di una lunga concertazione con tutti i soggetti interessati: amministratori locali, operatori sanitari e sindacati. Impossibile, quindi, pensare ad una chiusura “istantanea”, dato che potrebbe configurarsi anche l’ipotesi di reato di interruzione di servizio pubblico. Le rassicurazioni ricevute non possono che far piacere: l’azienda ha a cuore gli interessi della nostra comunità ed è di buon auspicio per l’iter istitutivo della Casa della Salute a Madonna delle Grazie. I cittadini, comunque, possono stare tranquilli: la sanità è una delle priorità della nostra amministrazione e resteremo vigili affinché a tutti i cittadini venga garantito il sacrosanto diritto alla salute”. Evviva. Anche stavolta il pericolo è scongiurato. Una sola nota a margine che, poi, è la domanda che a Priverno si pongono un po’ tutti: ma D’Arcangeli e Delogu non appartengono allo stesso partito? E’ solo un fatto di comunicazione interna? Oppure…
Mario Giorgi

