Non l’ha decisamente presa bene il candidato del centro sinistra e tesserato del PD maentino Claudio Sperduti che risponde in maniera piccata alle esternazioni di Paola Cacciotti che, a sua volta, dopo la sconfitta alle primarie, aveva spiegato la sua uscita dal progetto elettorale e dal partito. Sperduti va giù diretto contestando la Cacciotti punto su punto: “Ringrazio Paola Cacciotti per la comprensione dimostrata nei miei confronti, ma certo non ho problemi nella gestione di un gruppo che a differenza di quanto sostiene è molto unito e coeso. Non posso nascondere che manca ancora qualcosina per completare la lista, ma il motivo è solo perché, come bene sa, rispetto all’ultimo incontro avvenuto 15 giorni fa ed in attesa di un suo ripensamento, ho lasciato due posti vuoti per lei ed eventuali suoi sostenitori. Il fatto che il PD non sia stato neutrale mi trova in forte disaccordo, ho condotto la mia campagna per le primarie in assoluta autonomia ed il sostegno delle persone e dei gruppi politici sono andato personalmente a chiederlo”. La critica è diretta al metodo adottato ed espresso dall’ex alleata: “Come si può sostenere politicamente che i miei voti sono del PD e dei movimenti mentre i suoi sono ‘suoi’? Ed in quanto suoi meritano di essere rappresentati dalla nomina a vice sindaco con l’aggiunta di alcuni elementi da nominare in lista? I miei? No quelli non valgono!”. Pone anche delle domande, dal retrogusto retorico, Sperduti: “Quale era il progetto politico costruito negli ultimi 6 anni? Quale doveva essere il percorso politico da seguire e condividere con i gruppi alleati? Quali i ruoli e le funzioni da assegnare? Leggo di 6 anni di intenso lavoro, che per qualcuno si sono tradotti in ‘buon investimento’. Ma la politica non era passione? Non era ascolto dei bisogni? Non era partecipazione? non era servizio? 6 anni di incontri, riunioni, dibattiti, interventi sulla stampa, 6 anni nei quali degli amici sono stati lasciati/trascurati per un idea di futuro. E ora ? Ringraziamo il segretario provinciale del PSI. Ancora oggi qualcuno mi prende in giro per la frase ‘con Paola fino alla morte’ ma forse avevano ragione, forse. Cosa sarebbe accaduto con il risultato contrario?! Avrei rispettato quanto dichiarato in sede di presentazione di candidatura. Avrei sostenuto lealmente il candidato vincente. Avrei lavorato alla composizione della lista. E sopratutto non avrei partecipato a delle riunioni per la composizione di altre liste avverse alla nostra. La cosa più importante è che non avrei chiesto nulla perché nella vita ho sempre dato tanto ed in cambio ho accettato quel che mi è stato concesso. La verità è che ognuno di noi pensa di avere la verità in tasca, pensa di essere indispensabile, di essere l’ombelico del mondo. Nonostante ciò, confido nel fatto che l’unico metodo di crescita è il confronto e mi auguro ce ne siano in futuro e come disse qualcuno molto ma molto più famoso di me “ai posteri l’ardua sentenza”.
Leggi sullo stesso argomento
ANZIO | Concessioni balneari, pubblicato l’avviso per le nuove assegnazioni: al via l’iter di gara
PROVINCIA | Poste Italiane: tre dipendenti insignite della “Stella al Merito del Lavoro”
LATINA | Asili nido senza fondi sufficienti, tensione in Consiglio: lavoratori in protesta


