“Aiutare i giovani professionisti e i disoccupati nell’avvio di attività imprenditoriali e start-up concedendo loro immobili di proprietà comunali a prezzi di affitto calmierati e favorendo in questo modo il loro inserimento nel mondo del lavoro”. Così il consigliere del Partito Democratico Fabrizio Porcari riassume il senso e l’obiettivo dell’emendamento preparato dal Pd e da sottoporre al vaglio del prossimo consiglio comunale, sede in cui si discuterà del Regolamento per l’affidamento dei locali pubblici comunali alle associazioni già approvato in Commissione Bilancio. La proposta del Pd è quindi quella di allargare le opzioni per l’affidamento di questi locali oltre che alle associazioni anche a giovani o disoccupati che tentano l’inserimento nel mondo del lavoro. “Vogliamo presentare quest’emendamento – afferma Porcari entrando nel merito – per permettere la concessione di questi locali, in gran parte uffici, a giovani animati da spirito imprenditoriale o inoccupati con lo scopo di favorire il co-working, stile di lavoro basato sulla condivisione di spazi e sulla socializzazione con altri professionisti, un modello capace di coniugare l’indipendenza e la libertà del lavoro autonomo con il beneficio di poter condividere alcuni valori ed aree comuni e di poter trarre da questi gli stimoli creativi per la propria attività”. I soggetti cui affidare tramite bando pubblico gli immobili di proprietà comunale sono studenti ed ex studenti in cerca di prima occupazione, disoccupati, liberi professionisti e consulenti, ditte e società di persone e di capitali iscritte alla Camera di Commercio. “L’idea – spiega Porcari – è quella di favorire e promuovere la ricerca di sedi singole per quanti vorrebbero inserirsi nel mondo del lavoro, ma incontrano difficoltà a trovare spazi in cui svolgere la propria attività. Mettendo a loro disposizione i locali di proprietà comunale li si agevola in questa ricerca e gli si dà modo di avere uno spazio con una spesa ridotta o più facilmente sostenibile in un momento in cui i locali in offerta sul mercato degli affitti sono particolarmente costosi e impegnativi”. La riduzione del canone di locazione, così come riportato nel testo dell’emendamento, varia dal 60 al 40% a seconda dei soggetti affidatari e le condizioni per beneficiarne saranno documentate e verificate annualmente dai servizi competenti, pena lo scioglimento del rapporto o l’applicazione del canone per intero.
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