La Provincia di Latina cambia approccio nell’affrontare il problema dei danni da fauna selvatica alle coltivazioni agricole recependo, in un certo qual senso, le indicazioni provenienti dalla Regione dove da mesi, vanno avanti le audizioni in merito della Commissione Ambiente. E comincia dall’informazione diretta ai cittadini, agli agricoltori (imprese e singoli agricoltori) ai cacciatori coinvolgendo gli Ambiti Territoriali Caccia presenti sul territorio. Il fine: nel contesto delle direttive dell’ISPRA, razionalizzare la spesa pubblica, rendere snella ed efficace l’opera di prevenzione dei danni cagionati da nutrie, corvidi (in particolare cornacchie e gazze ladre), storni (la caccia di selezione è possibile sono il presenza di frutto pendente), cinghiali, ecc., introdurre processi di decentramento dell’attività di contenimento di queste specie che si riproducono con particolare facilità, il tutto con il coordinamento e la vigilanza sul campo della Polizia provinciale. Si comincia venerdi prossimo alle ore 19.00 presso l’Auditorium della Comunità Insieme di Via Cerri Aprano a Santi Cosma e Damiano con un incontro di natura informativa promosso dal Settore Attività Produttive della Provincia insieme all’Ambito territoriale caccia Lt.2 rivolto a cittadini, cacciatori, agricoltori e a quanti dei Comuni del Sud Pontino ritengano di dover portare un contributo conoscitivo su un problema rispetto al quale spesso la gente non conosce le possibilità di indennizzo, ma neanche le opportunità di collaborare nella cattura di questi esemplari come le nutrie che popolano i corsi d’acqua della provincia ma che al nostro territorio sono estranee. Perché si comincia dal sud pontino e dal comprensorio da Monte San Biagio fino al Garigliano? Per i motivi prima descritti e perché l’Ambito Territoriale Caccia Latina 2 ha chiesto ed ottenuto di poter collaborare nell’attività di cattura delle specie indicate senza alcun onere a carico della Provincia. Contestualmente ha provveduto a qualificare e a mettere a disposizione della Polizia provinciale il personale qualificato in corsi tenuti da tecnici dell’Ispra appositamente autorizzati, nonché 40 gabbie specifiche per la cattura di nutrie e corvidi, ed altre 4 per la cattura dei cinghiali in quelle aree tipo Maranola dove non è possibile l’impiego di altane (pure queste acquistate dalla Provincia) e dei selecontrollori (cacciatori particolarmente esperti che hanno seguito corsi e superato esami durissimi promossi dalla Provincia). E’ un percorso quello inaugurato con l’Atc Latina 2 che la Provincia si augura di poter realizzare anche insieme all’Ambito territoriale Caccia Latina 1, più grande come dimensione territoriale e con maggiori problemi, nella convinzione che, dopo l’approvazione del disegno di legge Del Rio che vede scomparire le Province, proprio gli ATC possano essere i soggetti operativi più vicini al territorio, al mondo venatorio e a quello agricolo attraverso i quali contemperare gli interessi delle categorie, ambientalisti compresi. Anche perché sono proprio gli AA.TT.CC. ad occuparsi dei danni alle coltivazioni agricole cagionati da fauna selvatica. In che modo? Ricevendo le denunce degli interessati, promuovendo le verifiche degli agronomi, erogando i fondi che pervengono dalla Regione e che sono sempre inferiori all’entità dei danni denunciati annualmente. L’incontro, a cura della Provincia di Latina, Settore Attività Produttive – Servizio Tutela flora e fauna, rimboschimento e forestazione, caccia e pesca e dell’ATC LT2, illustrera’ le misure in atto per la prevenzione e il contenimento dei danni e la possibilità di accedere al fondo risarcitorio per le colture danneggiate.
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