La V commissione, presieduta da Eugenio Patanè (Pd), ha completato questo pomeriggio il ciclo di audizioni sulla proposta di legge per l’istituzione degli Ecomusei, a firma dei consiglieri Enrico Maria Forte (Pd) e Rosa Giancola (Per il Lazio). Sono stati ascoltati, in particolare, i rappresentanti dell’Ecomuseo Virgiliano del Lazio, dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino-nuova Mater Matuta, dell’associazione Aisa Lazio, del circolo Legambiente La vite di Ripi, del Comitato Latina domani e del circolo Legambiente Lamasena. In termini generali, le realtà presenti hanno espresso interesse per il progetto legislativo, sottolineando che può rappresentare un importante strumento di supporto nell’attività di recupero, valorizzazione e promozione del territorio attraverso la partecipazione attiva della comunità. Nello specifico, perplessità sono state sollevate rispetto alla scelta di far ricorso ai confini gestionali dei Consorzi di bonifica per individuare gli ambiti paesaggistici degli ecomusei: piuttosto che utilizzare delimitazioni amministrative si è suggerito di ricorrere a un concetto di territorio inteso come storia ed evoluzione della popolazione che vi abita. Inoltre sono state formulate osservazioni rispetto alla costituzione di un Comitato tecnico-scientifico con il compito di verificare il possesso dei requisiti per il riconoscimento dell’ecomuseo: si è proposto, in particolare, di specificare in via preventiva quali sono i requisiti richiesti per il riconoscimento e di ampliare la composizione dell’organismo o, anche, di sostituirlo con una Consulta degli ecomusei. E’ stata posta, infine, la questione dell’accessibilità delle aree archeologiche, storiche e culturali di alcune zone del territorio regionale. La consigliera Giancola, intervenendo in chiusura dei lavori, ha sottolineato come la partecipazione di numerose realtà del territorio alle audizioni “dimostra che si tratta di una legge attesa. Raccoglieremo osservazioni e suggerimenti conservando la ratio che è alla base della proposta di legge e cioè l’idea che l’ecomuseo rappresenta un patto con il territorio e una presa di coscienza di una realtà”. Anche il presidente Patanè ha evidenziato l’importante contributo fornito dalle realtà ascoltate: “le osservazioni e le indicazioni raccolte sono utili per comprendere alcuni fenomeni e per formulare proposte migliorative del testo”.
Ecomusei, conclusa la fase della audizioni. Ascoltati pure i rappresentati del museo dell’agro pontino


