Rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” per l’area dei Monti Lepini/Ausoni è l’operatrice del Museo delle Terre di Confine, la dott.ssa Maurizia De Angelis. Già membro dell’Albo d’oro del Comitato, per conto dello stesso l’operatrice si sta adoperando per ottenere l’adesione di più Enti ed organismi associativi possibili del comprensorio, affinché, ci sia una vasta opera di sensibilizzazione nei confronti delle istanze portate avanti da Domenico Iannantuoni, già coordinatore nazionale del Comitato, e di tutti coloro che vi collaborano attivamente. A tal fine, sono stati contattate le amministrazioni comunali di Priverno, Roccasecca dei Volsci, Itri e Cellere, i Musei del brigantaggio della regione Lazio, tra cui quello sonninese, e molte associazioni della zona. L’adesione al Comitato proposta è del tutto morale e gratuita, perché esso vuole essere soltanto un forte strumento di pressione affinché il Museo Lombroso di Torino restituisca i resti umani non solo di Gasbarrone, ma di tutti coloro che vi sono “imprigionati”, così che trovino finalmente una degna sepoltura ed il più cristiano “eterno riposo”. Ha già dato risposta positiva la neonata Pro Loco di Sonnino, divenuta testimonial del Comitato, oltre che un sonninese d’eccezione: è di questi giorni, infatti, la notizia che il celebre calciatore campione del mondo 1982, sonninese doc, Alessandro Altobelli detto Spillo, da sempre legato alle sue origini, ha abbracciato la causa portata avanti dal Comitato “No Lombroso” diventandone testimonial. Un ringraziamento sentito – ha dichiarato Maurizia De Angelis – va all’amico e cultore della storia sonninese Antonio Cugini che si è adoperato per stabilire i contatti con il campione, portandolo ad abbracciare la causa comune. Un sonninese doc da sempre legato alla storia locale, in primis alla figura del suo più noto concittadino, il brigante Gasbarrone. Spillo ha aderito con entusiasmo, riproponendosi di dare tutto il suo sostegno al paese natale ed allo stesso Comitato, per coronare questo sogno comunitario che vuole liberare il brigante “gentiluomo”, il Robin Hood sonninese, per riportarlo tra quelle montagne che gli sono state negate in vita, all’ombra dei cipressi del cimitero della sua Sonnino.
Mario Giorgi
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