Il sindaco del Comune di Sezze Andrea Campoli ha depositato, presso la Stazione dei Carabinieri di Sezze, atto di denuncia querela contro il direttore responsabile e la corrispondente delle pagine locali del quotidiano “Oggi Latina”. “La decisione – fanno sapere dal Comune setino – assunta dopo attenta e approfondita valutazione, si è resa necessaria al fine di tutelare l’onorabilità dei responsabili politici e amministrativi del Comune, oggetto negli ultimi giorni di una autentica campagna diffamatoria, orchestrata proditoriamente e con obiettivi esclusivamente denigratori. Nel manifestare sentimenti di stima e di forte apprezzamento nei confronti degli operatori dell’informazione che anche e soprattutto a livello locale portano avanti con dedizione e professionalità indiscussa il proprio lavoro, prezioso contributo alla crescita civile e democratica del paese, il Sindaco di Sezze, facendosi portavoce del crescente disagio dell’intera amministrazione cittadina, intende stigmatizzare non la legittima e doverosa critica politica, possibile e accettabile anche con toni aspri e decisi, ma un atteggiamento gravemente lesivo della onorabilità e dignità di amministratori e funzionari comunali. Gli articoli pubblicati a più riprese – prosegue la nota del Comune – non costituiscono né la cronaca dei fatti avvenuti, né analisi politiche né tantomeno delle inchieste giornalistiche, ma semplicemente il tentativo smaccato e sconsiderato di accusare gli amministratori e funzionari di condotte contrarie alla legge, di aver manipolato e piegato a finalità illecite gli atti amministrativi posti in essere al fine di perseguire utilità estranee agli interessi della collettività, di utilizzare le risorse pubbliche per favorire soggetti privati, di avvantaggiare determinate persone a scapito di tutti gli altri, manuale Cencelli alla mano, di aver posto in essere persino dei contratti truffa. Lo stesso sindaco del Comune di Sezze viene accusato di essere stato tenuto sotto scacco, di essere cioè persona ricattabile. Senza contare poi che gli articoli sono scritti con un linguaggio allusivo, pieno di sottintesi e suggestionante, tale da condurre i lettori a concludere che la cosa pubblica sia da ritenersi ostaggio di una consorteria di corrotti. Tutto ciò – conclude la nota – è intollerabile, perché rappresenta un grave vulnus alla democrazia, uno schiaffo all’impegno onesto e trasparente di quanti con dedizione operano per il bene della nostra città. Spargere veleni e sospetti in modo gratuito e infondato è inaccettabile e soprattutto significa perseguire finalità estranee al giornalismo”.


