Dopo l’approvazione del rendiconto di gestione 2025, arriva la presa di posizione del gruppo consiliare di opposizione “Sermoneta Cambia”, che attraverso il capogruppo Antonio Di Lenola critica l’impostazione dell’amministrazione comunale sulla gestione delle risorse dell’Ente. Nel mirino dell’opposizione finiscono in particolare l’elevato avanzo di amministrazione e alcune partite considerate ancora poco chiare, a partire dalla gestione del sinkhole verificatosi nell’agosto scorso e dal piano di alienazione dei beni comunali.
Secondo i dati illustrati dall’amministrazione, il Comune chiude con un risultato di amministrazione pari a 6.874.731,03 euro e con una parte disponibile di 3.781.398,75 euro. Numeri che, per Di Lenola, richiedono però una riflessione politica più ampia. «I cittadini non hanno bisogno di slogan sui conti in ordine, ma devono sapere come vengono utilizzate le risorse per Sermoneta e per il suo futuro», afferma il capogruppo di minoranza. «Un Comune non si misura solo da quanto riesce ad accantonare ma soprattutto da quanto riesce a realizzare». L’opposizione si interroga infatti sul motivo per cui, a fronte di disponibilità economiche considerate consistenti, restino aperte numerose criticità sul territorio. Tra queste, la questione legata al sinkhole apertosi il 12 agosto 2025 nell’area di via delle Vigne, nei pressi della Strada Provinciale Sermonetana.
Per Di Lenola, l’amministrazione non avrebbe ancora fornito un quadro completo sui costi sostenuti e su quelli futuri derivanti dall’emergenza. «I cittadini hanno diritto di sapere quanto questa vicenda è costata e quanto costerà, quali somme saranno coperte da contributi regionali e quali resteranno a carico del Comune», sottolinea l’esponente di Sermoneta Cambia, chiedendo trasparenza anche sull’esistenza di una relazione tecnica completa e sull’eventuale accertamento di responsabilità.
Altro punto contestato riguarda la scelta dell’amministrazione di procedere con l’alienazione di alcuni beni comunali, nonostante una disponibilità di cassa finale superiore a 8,5 milioni di euro e un patrimonio netto che supera i 30 milioni. «L’Amministrazione deve spiegare perché intende alienare beni del Comune», prosegue Di Lenola. «Il patrimonio comunale non è un salvadanaio da svuotare quando serve. È un bene della comunità».
Secondo l’opposizione, eventuali operazioni di vendita dovrebbero essere accompagnate da motivazioni dettagliate e da una chiara indicazione delle finalità cui destinare i proventi, così da garantire piena trasparenza verso la cittadinanza.


