Altre quattro audizioni oggi in Commissione VII, Politiche sociali e salute, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), sulla pl 88 del 2013 concernente “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio”, con Cgil Cisl e Uil Lazio, Fimp (Federazione italiana medici pediatri), Dipartimento di salute mentale ASL RM/B e Consulta cittadina permanente per la salute mentale di Roma capitale. I sindacati unitari, nel giudizio complessivamente positivo sull’impianto della proposta, hanno innestato alcune proposte: il rafforzamento del ruolo di governo pubblico di Regione ed Enti locali, il distretto sociosanitario come ambito ottimale, un maggiore coordinamento nell’integrazione sociosanitaria, con il budget unico di distretto, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in ambito regionale, una disciplina adeguata di gare ed appalti, la stabilizzazione del personale degli uffici di piano, l’istituzione dell’Osservatorio delle politiche sociali. A una loro precisa domanda sui tempi previsti per la pl, il presidente Lena ha detto di prevedere ed auspicare che essa possa arrivare in Aula prima della pausa estiva.
La Fimp, con il suo segretario regionale Antonio Palma, ha concentrato invece la sua attenzione sull’art. 49 della pl, che tratta dell’integrazione sociosanitaria: è questo un aspetto in cui il ruolo del pediatra nel costruire percorsi integrati è, ad avviso dei rappresentanti della Fimp, centrale ed è quindi auspicabile non venga trascurato, come talvolta accaduto in passato, in questa normativa di riforma. C’è preoccupazione, dice ancora la Fimp, per le voci che circolano nell’ambiente di tagli agli emolumenti regionali previsti per i pediatri. I rappresentanti del Dipartimento di salute mentale della Asl Rm/B, tra cui il presidente dott. Paolo Boccara, hanno concentrato la propria attenzione sul problema delle strutture abitative per i pazienti con disagio psichico; si chiede, da parte loro, che negli artt. 18 e 24 della pl venga inserito un apposito riferimento al problema. In particolare, le case famiglia dovrebbero essere più vicine alle caratteristiche della comune abitazione e meno a quelle delle strutture residenziali. Importante comunque resta il sostegno all’abitare in casa propria dei pazienti, per una motivazione di carattere sia terapeutico che economico. Da questo punto di vista, il “budget individuale di salute” è la via maestra che viene indicata. La Consulta cittadina permanente per la salute mentale di Roma capitale, infine, ha chiesto, per voce della sua presidente Marinella Cornacchia, di essere tenuta in considerazione sempre, nel testo di legge, e non solo per alcuni limitati aspetti. Tra le sue numerose puntuali osservazioni sul testo, quella riguardante l’inserimento lavorativo, quella sui tirocini e quella sui contratti sotto soglia comunitaria. Uno dei problemi principali resta però, a suo avviso, quello dei livelli essenziali delle prestazioni, da garantire con un budget sempre più limitato. Ancora, si è sottolineata l’esigenza del rispetto dei termini di pagamento da parte delle ASL e quella che il distretto consulti sempre il Dipartimento salute mentale, ai fini di una corretta lettura dei bisogni; sottolineata infine la necessità di revisione dei parametri Isee e di modifiche alla legge 41. Presenti alla seduta anche i consiglieri Agostini (Pd), Barillari (M5S), Bonafoni (Per il Lazio), Petrangolini (Per il Lazio) e Porrello (M5S).


