Quando una cosa nasce male, finisce peggio. Così dice il vecchio adagio. E Priverno, evidentemente, non fa eccezione. Non volevamo scrivere niente, ma mettere una sola immagine. Poi, abbiamo pensato che forse qualcuno, ancorché per sbaglio, ci potrebbe leggere da qualche altro paese o città, non capendo di che trattasi. E allora, ecco qui due righe. Via del Falzarano, a Priverno, incrocia con il viadotto del terminal Cotral e parzialmente con via della Stazione. Ebbene proprio lì alcuni anni fa – inutile stare a rivangare responsabilità e polemiche, che ormai servono davvero a poco, visto che il guaio è stato, ahimé, combinato – fu impiantata una delle tanto famigerate isole ecologiche per la raccolta differenziata. Solo che per compiere questa operazione fu necessario (?) alzare la pavimentazione proprio all’inizio della strada, creando alcuni metri di discesa a strapiombo, tale che chi si trova a scendere con la macchina non può assolutamente vedere cosa gli si possa parare davanti. Per i pedoni, anche loro estremamente danneggiati, si cercò, dopo lunghe battaglie giornalistiche, di mettere una pezza, ricorrendo alla realizzazione di alcuni gradini laterali, peraltro nemmeno tanto agevoli per anziani e persone in difficoltà. Poi quell’isola, come praticamente quasi tutte le altre – che pare siano costate davvero tanto – è diventata pericolosa per i cittadini e, soprattutto, per gli operatori ecologici. Allora, la nuova amministrazione comunale, probabilmente d’intesa con la ditta responsabile della raccolta, ha pensato bene di chiuderla, come le altre, appunto, e di collocarvi, proprio davanti alle bocche di gettito, i tradizionali cassonetti. Quattro in tutto. Uno a fianco dell’altro per consentire ancora la raccolta differenziata. Bene. O, meglio, male. Il quarto cassonetto va ad ostruire sistematicamente l’accesso ai gradini per scendere a piedi via del Falzarano. Ogni tanto qualche operatore e/o qualche cittadino di buona volontà lo riposiziona un po’ più indietro ma la situazione cambia poco. Il pericolo per anziani e persone con difficoltà motorie, e non solo, permane. Più che segnalare a chi di dovere, noi non possiamo.
Mario Giorgi
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