Non se ne può più. Le famose e, a quanto pare, ormai inservibili isole ecologiche a scomparsa, dislocate in vari punti del territorio comunale di Priverno dalla precedente amministrazione non finiranno mai di essere oggetto di discussione e di polemica, tra i partiti, le forze sociali e, soprattutto, tra i cittadini. Il discorso, a questo punto, non è più, o non è soltanto, il perché della realizzazione di un’opera, peraltro molto costosa, che non ha mai funzionato a dovere, ma coinvolge direttamente la volontà dei nuovi amministratori, delle forze politiche e dei cittadini di dar vita, quanto prima, ad una nuova forma di raccolta differenziata. Ne abbiamo parlato fin troppe volte. Non vogliamo scrivere altro. Ci limitiamo a riportare una considerazione diffusa su face book dal consigliere di opposizione Pierantonio Palluzzi, dal cui diario abbiamo tratto la foto dell’incendio dei cassonetti addossati alle bocche dell’isola ecologica in via Aldo Moro: “Fra isole ecologiche che non funzionano, cassonetti di plastica allocati all’esterno ed una buona dose di inciviltà che qualche imbecille non si fa mai mancare, ecco il risultato. E’ ora di iniziare con una raccolta differenziata porta a porta. Subito!”. Perché non aprire un tavolo di discussione per trovare una soluzione utile quanto condivisa?
Mario Giorgi
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