Nei giorni scorsi è apparso sui muri della cittadina lepina, in punti strategici (per la lettura) un manifesto che denuncia l’inerzia dell’amministrazione comunale di Priverno, le occasioni perse e gli errori nei conti di bilancio. E giù di lì. Anche il titolo è stato scelto piuttosto accattivante: “Poche idee e confuse”. Sui social network subito si è scatenato un dibattito, naturalmente pro e contro quanto affermato in quel manifesto. E proprio su face book, il sindaco di Priverno, Angelo Delogu, ha deciso di rispondere a chi lo accusa. “Credo sia arrivato il tempo di replicare alle tante falsità, alle tante bassezze che stanno impiastrando i muri meravigliosi della nostra città”, ha esordito Delogu. “Molti si nascondono dietro l’anonimato, dietro fantomatici comitati e associazioni, dietro profili falsi (in verità il manifesto è firmato “Associazione Priverno in Europa”, molto vicina in passato all’ex sindaco Umberto Macci NdR). Altri tramano alle spalle. Il coraggio evidentemente manca a chi mente sapendo di mentire. Probabilmente a molti il nostro modo di fare, responsabile e concreto, che punta a cambiare nel profondo le cose, dà fastidio”, insiste il sindaco privernate. “Ma – continua Delogu – tra chi ha distrutto la nostra città e chi prova faticosamente, senza retorica e senza populismo, ma con il duro lavoro quotidiano a salvarla, c’è una differenza che non si può azzerare. Io sono orgoglioso di essere diverso e del lavoro che fin qui abbiamo fatto, in una condizione, nazionale e locale, a dir poco drammatica. Certo, tutto si può migliorare, ma per ora abbiamo ben lavorato, facendo tantissimi sacrifici, e tra qualche giorno presenteremo i molti risultati della nostra azione di governo. Siamo sereni e con la coscienza a posto, sappiamo che abbiamo cinque anni davanti per realizzare il nostro programma e per rivoluzionare la città. Noi non abbiamo ricette miracolose, ma siamo convinti che i veri cambiamenti vanno preparati e si realizzano con il duro lavoro e non con le parole. Poi saranno i cittadini, quelli veri, a giudicare il nostro operato. Fino ad allora non ci lasceremo intimidire, ma continueremo ad amministrare con serietà, sacrificio, impegno e spirito di servizio per il bene del paese”. A chi la prossima mossa?
Mario Giorgi

