La V commissione, presieduta da Eugenio Patanè(Pd), ha terminato questo pomeriggio il ciclo di audizioni preliminari sul tema della trasformazione dell’Ente Laziodisu in Agenzia regionale per il Diritto alla Conoscenza (Di.Co). Dopo aver incontrato i rettori degli atenei statali in una precedente audizione, la commissione ha oggi ascoltato il rettore dell’Università telematica Universitas Mercatorum Giorgio Marbach, il delegato del rettore della Lumsa Giuseppe Tognon, il delegato del rettore della Luiss Rossella Borgia e il rettore dell’Università telematica Uninettuno Maria Anita Garito. Presenti anche, in rappresentanza degli studenti, Federica Borlizzi (Link sindacato universitario Roma Tre) e Marcello Corvo (Studenti democratici-run Torvergata). Prevista, per giovedì prossimo, la discussione sulle linee generali del percorso di revisione del sistema di governance del diritto allo studio illustrato dall’assessore alla Formazione, ricerca, scuola e università Massimiliano Smeriglio nella seduta del 20 gennaio. “Abbiamo deciso di intraprendere questo primo nucleo di audizioni – ha ricordato il presidente Patanè in apertura di seduta – per poter esprimere osservazioni più precise sul nuovo sistema disegnato dalla relazione dell’assessore Smeriglio. Ci proponiamo di riascoltare tutti i soggetti interessati, anche all’interno di tavoli tecnici, successivamente alla presentazione della vera e propria proposta di legge”. Da parte degli atenei non statali è stato espresso apprezzamento per l’obiettivo di snellimento del sistema di governance che il documento Smeriglio si pone. Allo stesso tempo, in termini più generali, si è invocata una ripartizione di fondi che non faccia distinzione tra università statali e non statali – per assicurare una piena parificazione di diritti tra gli studenti – ed è stato chiesto, tra le altre cose, di salvaguardare il ruolo dei comitati regionali universitari (crul) e di destinare una parte delle risorse a progetti che possono indicare una migliore utilizzazione dei fondi a disposizione. Quanto alle università telematiche, il rettore della Universitas Mercatorum ha chiesto per i propri iscritti servizi come bonus ferroviari e convenzioni con alberghi, mentre il rettore della Uninettuno ha proposto una collaborazione per fare formazione in settori per i quali sono richieste competenze specifiche, ai fini di un reale sbocco professionale. Diverse, poi, le questioni sollevate dai rappresentanti degli studenti. Chiesto, tra l’altro: di estentere l’assegnazione delle borse di studio anche agli studenti idonei, di ridurre la distanza tra gli atenei e gli alloggi universitari, di garantire servizi essenziali all’interno delle residenze. Auspicati, inoltre, il potenziamento degli strumenti di partecipazione e democrazia diretta, la creazione di un osservatorio regionale per il diritto allo studio e una riforma complessiva della legge sul diritto allo studio. Sottolineata, infine, la necessità che il tema del diritto allo studio sia trattato congiuntamente con quello dell’accesso al lavoro. “Abbiamo completato una prima fase di ascolto sulle linee guida – ha commentato il consigliere Marta Bonafoni (Per il Lazio) – il confronto proseguirà ora nella fase di costruzione della legge, una legge che dovrà necessariamente essere di riordino del diritto allo studio complessivamente inteso”. Anche Rosa Giancola (Per il Lazio) ha sottolineato che le osservazioni sulle linee guida aprono il percorso di riordino, in cui ci sarà spazio per ulteriori consultazioni: “Abbiamo posto le basi per un dialogo che poi andrà approfondito nei singoli aspetti”. “In questi due mesi abbiamo ascoltato le parti e ci siamo fatti un’idea di quello che devono contenere le linee guida – ha chiosato Daniela Bianchi (Per il Lazio) – ora dobbiamo mettere insieme le informazioni ricevute per realizzare uno strumento che funzioni al meglio”. Il consigliere Gianluca Perilli (Movimento 5 Stelle) aveva invece chiesto un rinvio della discussione sulle linee guida prevista per giovedì, “per approfondire le indicazioni emerse nel corso delle audizioni”. Nel merito del documento Perilli ha sollevato, in particolare, la necessità di fare chiarezza sul destino delle strutte territoriali.
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