Basta una passeggiata al San Carlo di Sezze per accorgersi che, dall’inaugurazione della Casa della Salute ad oggi, sono cambiate solo le tabelle. Fin qui tutti bravi e la scoperta non vale granché. Così come è inutile lanciare allarmi e insinuare dubbi. Che i tempi tecnici e burocratici della trasformazione non fossero immediati era cosa risaputa. Magari si può obbiettare sull’opportunità di sbandierare l’inaugurazione in clima elettorale in vista delle europee. In un tal contesto però affonda lo stesso la scure della critica del Movimento 5 Stelle che proprio dall’esempio di Sezze prende spunto: “La riforma del Sistema Sanitario Regionale, immaginato dal PD di Nicola Zingaretti in campagna elettorale, si impernia sulla tanto famigerata ‘casa della salute’. Un poliambulatorio aperto 24 ore su 24 dove un cittadino può accedere alle prime cure con vari medici specialistici la cui funzione è fare da filtro agli ospedali congestionati. Un’idea non male, peccato che Zingaretti abbia scopiazzato (male) il modello emiliano, creando un pastrocchio normativo ed organizzativo e stravolgendo completamente un’ idea che partiva bene e poteva davvero sbloccare la situazione della sanità laziale. Tanti annunci sbandierati nei vari comunicati stampa e ripresi nei panegirici dei media inginocchiati nessun risultato concreto. Quante ne sono state aperte in un anno ? Una, ne erano state annunciate 48. In realtà a Sezze (LT), dove a febbraio 2014 è stata inaugurata la prima casa della salute, ci sono ancora i lavori in corso e un cartello con scritto ‘ripassate un’altra volta, grazie’, perché nella miglior tradizione dei politicanti da prima repubblica, appena tagliato il nastro di fronte alla stampa e ai fotografi, spenti i riflettori, la porta della casa della salute si è subito richiusa. Inaugurando la casetta della salute a Sezze, Zingaretti aveva annunciato ‘un cambio di passo’, anche se a questo ritmo ci vorranno quasi cinquant’anni per aprire tutte quelle che ha promesso, anche se il Presidente ha dichiarato che ‘entro il 2014 ne apriremo 15’, una sparata che ricorda quelle di altri imbonitori piazzati ai vertici delle istituzioni”. Il M5S Lazio entra nel merito e analizza le criticità delle ‘case della salute zingarettiane’:
“1) Mistero sui costi, tempi e modalità: chi conosce davvero quello che sta succedendo ? Non se ne sa nulla. Nemmeno al Consiglio Regionale del Lazio è noto il cronoprogramma, le modalità di apertura, le funzionalità, visto che ‘ogni casa della salute è costruita su misura del territorio’ o forse su misura dei rapporti politici del territorio. In un anno intero di legislatura, l’unica volta che Alessio D’Amato, lo stesso indagato per essersi tenuto denaro pubblico, si è fatto vedere in Commissione Salute a spiegare il progetto è stato quando ha presentato il decreto ‘blindato’. Senza pianificazione, senza numeri, da accettare come un assegno in bianco.
2) La ruota della fortuna: chi sceglie dove aprirà una casa della salute ? E’ chiaro che i direttori generali che fanno la voce più grossa o quelli più fedeli al Pd, avranno la loro casa della salute che sarà molto utile come bacino di voti in campagna elettorale: ‘vedete che siamo riusciti a portare qui una casa della salute ?’ Costruiranno una casa della salute in una roccaforte di Forza Italia? Oppure si privilegeranno le aree a controllo Pd ? Per le modalità con cui sono stati nominati i direttori generali delle ASL laziali (fra condannati e in quota PD) ci aspettiamo che anche la selezione del personale trasferito da altri ospedali verso le case della salute, sia una compravendita di poltrone, come da lunga tradizione regionale.
3) Alla bella e meglio: davvero tutto il piano zingarettiano si riduce ad un banalissimo ‘vedremo come realizzare le case della salute in corso d’opera’?
Questo è il punto più fantascientifico. Non si sa quanto costano, non si sa quali vantaggi ci saranno per i cittadini, non si sa quale regolamento attuativo sarà utilizzato. Nel sito della Regione Lazio ci sono tanti bei slogan ma nessun dato preciso, come sottolineano per altro tanti operatori del settore, che già sentono puzza di bruciato: ‘un’altra sparata di un presidente che si è già distinto per non aver risolto nulla, come ha già fatto nella sua precedente attività in provincia’. Sveliamo la gola profonda delle informazioni fornite al M5S Lazio, una fonte molto autorevole, essendo Isabella Mastrobuono, nuovo dg della ASL Frosinone (avevamo segnalato in sede di nomina il suo incarico inconferibile e il suo patteggiamento per danno erariale). Questo importante dirigente zingarettiano ha posto finalmente un po’ di chiarezza sul progetto case della salute, parlando dell’apertura della seconda casa che sta gestendo in prima persona a Pontecorvo. In un incontro pubblico di pochi giorni fa alla LUISS ha risposto alla domanda quanto si risparmierà con le case della salute? con un laconico ‘lo vedremo’. Quanti pazienti eviteranno di andare in ospedale dopo aver avuto accesso alla casa della salute ? La risposta del DG è che ‘non possiamo prevederlo’. Quali sono i costi e i benefici ? ‘non lo sappiamo’. Quale è il regolamento di funzionamento ? ‘E’ un cantiere aperto, ci stiamo lavorando da 2 mesi, è quasi pronto’. Con tutte queste certezze, e senza la minima pianificazione organizzativa, siamo certi che le case della salute saranno un grande successo destinato a imperitura memoria. Questa è la Regione Lazio di Nicola Zingaretti. Le case della salute non sono altro che un bluff istituzionale, ben architettato con l’aiuto della stampa amica per illudere i cittadini che esista davvero un cambiamento. Il tuo ospedale sta chiudendo? Speriamo che possa diventare una casa della salute. Speriamo di vincere un terno al lotto”.


