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Attualità

Allarme Uncem: “Presto la legge per scongiurare il dissesto finanziario delle Comunità Montane”

Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2014 18:18
Simone Di Giulio Pubblicato 25 Marzo 2014
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“Si paventa lo spettro del dissesto finanziario per le Comunità Montane”. Il segnale d’allarme è stato lanciato da Bernardo Maria Giovannone, presidente UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) durante l’audizione che la I commissione consiliare permanente Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, enti locali e risorse umane, presieduta da Baldassarre Favara (Per il Lazio), ha tenuto con i rappresentanti delle Comunità Montane del Lazio a proposito della proposta di legge presentata dalla Giunta regionale concernente: “Riordino dell’associazionismo comunale e soppressione delle Comunità Montane”. In apertura dei lavori, l’assessore alle Autonomie locali della Regione Lazio, Concettina Ciminiello, ha portato il saluto ai presenti ricordando il periodo di lavoro intenso che vive la Regione sul fronte dei provvedimenti che si stanno adottando. Numerosi gli interventi (qualcuno estremamente accorato) formulati dai rappresentati delle Comunità Montane, soprattutto nel battere il tasto del “fare presto” nell’approvare la nuova legge perché “l’attuale situazione è diventata ormai fuori controllo – è stato detto – a causa del limbo increscioso in cui versano gli enti montani”. Su tutti è stato posto l’accento sul problema economico: “diversi i milioni di euro fermi in Regione che ci spettano di diritto e che non vengono accreditati – è stato rimarcato – tanti i lavoratori (LSU) che aspettano da un anno lo stipendio”. Le proposte sulla nuova legge hanno evidenziato l’esigenza di non fermarsi al solo “cambio di targa” da affiggere fuori le sedi, ma di razionalizzare radicalmente tutto il territorio, unificando le competenze (per esempio) dei Consorzi di Bonifica e di altri Enti in un’unica entità che garantisca tutti i servizi rivolti ai cittadini e alla difesa e salvaguardia del territorio. Sempre dall’Uncem è venuta la proposta di indicare negli attuali presidenti le figure dei commissari che dovranno gestire la fase di trasformazione per la loro conoscenza radicale e dettagliata degli enti, così da accompagnare al meglio il “traghettamento”. Garanzie dovranno essere date al personale dipendente che “rappresentano la carne viva di tutto il processo che si prefigge la nuova legge”. Tra i consiglieri regionali presenti, sono intervenuti: Fabio Bellini (Pd) che ha ricordato la legge sulla montagna da lui sostenuta a fine anni ’90 e di come ben si inserì nel contesto sociale di quegli anni. Bellini ha anche ricordato i diversi ruoli che giustamente devono esserci tra la Giunta e il Consiglio e come ognuna dovrà dare le risposte che le competono. Simone Lupi (Pd), relatore della proposta di legge, ha posto l’importanza sul metodo, e di come è indispensabile attivare percorsi condivisi di partecipazione per giungere ad un testo finale di legge che guardi al nuovo contesto sociale e normativo, tendente a razionare sì ma a non lasciare senza risposte i problemi dei territori. Gianluca Perilli (M5S) ha tenuto a “sfatare un facile luogo comune che ormai si è inserito, artatamente, nella comunicazione. Quello di far passare l’idea che il MoVimento 5 Stelle miri al taglio indiscriminato di tutto. Questo non corrisponde a verità”. Per Perilli “è invece vero che noi denunciamo un atteggiamento della Giunta regionale che da una parte mira a tagliare e dall’altra spende allegramente”. Il presidente Favara, in chiusura, ha assicurato che tutti i suggerimenti e proposte pervenute saranno considerate preziose durante i lavori dell’articolato della proposta di legge. Nel frattempo è stato garantito che la commissione si farà portavoce nei confronti della Giunta regionale sulle sollecitazioni e segnali d’allarme evidenziati.

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