In Commissione Politiche sociali e salute di oggi, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), altre cinque audizioni sulla proposta di legge n. 88 del 16 ottobre 2013, concernente “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio”. Per prima, è stata la volta dell’ Associazione Nazionale Famiglie Numerose, che, attraverso Maria Cristina Maculan, rappresentava le esigenze dei nuclei familiari con 4 figli o più: a suo avviso, l’impianto generale della pl sembra buono ma le famiglie numerose hanno sempre più difficoltà a curarsi; va corretto, secondo la relatrice, il criterio di partecipazione alla spesa sanitaria tramite Isee. La consigliera Tarzia (Lista Storace) ha osservato che le politiche per la famiglia andrebbero migliorate a livello nazionale ma la regione Lazio dispone di uno strumento valido, con la legge sul “quoziente familiare” (LR 32/2001). A seguire, è intervenuta AFORSAT – Cittadinanzattiva (Associazione Familiari Ospiti Residenze Sanitarie Assistenziali della Tuscia), che, per bocca della sua presidente Maria Laura Calcagnini, ha chiesto la revisione delle rette delle Residenze sanitarie assistenziali del Lazio, perché i “gradini” tra uno scaglione e l’altro risultano, a suo avviso, al momento troppo alti, in una regione in cui le rette sono già tra le più alte d’Italia. Inoltre, chiesta la differenziazione nella retta di quota sanitaria e quota relativa a vitto e alloggio, con finalità di deducibilità dalla dichiarazione dei redditi. Sottolineate anche la problematica della rappresentanza e del funzionamento dei comitati di partecipazione e la necessità dei controlli previsti dalla legge. La consigliera Petrangolini (Per il Lazio) ha detto di ritenere che alcune di queste richieste possano essere inserite nella pl, con specifico riferimento alla parte sulla valutazione dei servizi. L’ANPA (Associazione nazionale persone autistiche), per voce del suo presidente Alessandro Capobianchi, con riferimento alle problematiche dell’autismo e delle disabilità cognitive, ha sostenuto la necessità di approcciare le tematiche in oggetto con un “progetto individuale”, così come previsto dall’art. 14 L. 328/2000, che superi le inadeguatezze dell’approccio medico-farmacologico. Gli strumenti legislativi, secondo l’Associazione, ci sono già, importante è utilizzarli con competenza e sensibilità da parte del personale a ciò preposto. La consigliera Bonafoni (Per il Lazio) ha affermato che la pl 88 va appunto in questa direzione, specie per quel che riguarda i suoi articoli iniziali, che possono essere ulteriormente migliorati grazie a contributi più specifici, che essa ha chiesto di fornire al presidente dell’Associazione. Massimiliano Monnanni, presidente IPAB Istituti riuniti di assistenza sociale, pur dando un giudizio “più che positivo” sulla pl, ha incentrato l’attenzione sull’importanza dell’art. 36, al fine di risolvere la situazione di discriminazione sia fiscale che a livello di agibilità in cui versano le IPAB rispetto alle altre associazioni del terzo settore, a causa della natura di dipendenti pubblici dei loro addetti. Intervenuto anche il presidente nazionale di ANCORA (Associazione nazionale di coordinamento degli organismi di assistenza pubblica), Fabio Diana, che ha definito questa pl in esame una grande occasione per il mondo delle IPAB. La mattinata di audizioni si è conclusa con l’AICEM (Associazione Italiana Cooperazione Italia Mondo), la cui presidente Sara Massini ha fatto rilevare come nella pl manchi un riferimento esplicito alla categoria dei “giovani”, con ciò intendendo la fascia di età ricompresa tra i 17 e i 25 anni, e ha indicato gli articoli emendando i quali tale lacuna potrebbe essere colmata. Auspicato, in proposito, un collegamento con l’istituzione del Forum giovani del Lazio. Alla seduta hanno partecipato anche i consiglieri Porrello (M5S) e Quadrana (Lista civica Zingaretti).
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