Già dal 2010 il Comune di Sonnino deliberò l’adesione al noto Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” ed è da allora che collabora a stretto contatto con lo stesso, percorrendo tutte le strade possibili, morali e legali, avendo come scopo ultimo quello di recuperare i resti ed i cimeli del noto brigante Gasbarrone e rendere finalmente giustizia a questo suo storico antenato, a cui ci si auspica potrà presto essere data una degna ed umana sepoltura nella sua città natale. L’amministrazione comunale di Sonnino e il Comitato “No Lombroso” sono parti nella controversia extragiudiziale che li vede contrapposti all’Università degli Studi di Torino, con oggetto la restituzione alla comunità di origine dei resti e di qualunque altro oggetto appartenuto ad Antonio Gasbarrone, noto popolarmente come “Brigante Gasparone”, in base a quanto deliberato dal Consiglio comunale di Sonnino in data 20 dicembre 2010 (deliberazione n.54). Le spoglie e i resti di Gasparone (così veniva chiamato) vennero irregolarmente in possesso di Cesare Lombroso, che se ne appropriò per trasmetterli poi all’Università degli Studi di Torino e, in specie, al Museo oggi intitolato allo stesso Lombroso, nelle cui sale i resti e i beni appartenuti a Gasparone sono tuttora esposti. Il Comune di Sonnino (Lt) e il Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” (Via B.Verro 12, Milano) rendono noto di essere entrati in possesso di documenti originali che testimoniano come il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” abbia già provveduto, in passato (1991), a restituire al Comune di Arcidosso (GR) reperti pervenuti in suo possesso. Con precisione si tratta delle spoglie, cimeli e paramenti appartenuti a David Lazzaretti, il fondatore della Chiesa Cristiana Giurisdavidica di Monte Labbro. Nel centro collinare ausono sono indignati di fronte al comportamento del Museo “Cesare Lombroso”, alias Università degli Studi di Torino, discriminante verso Antonio Gasbarrone e invece compiacente nei confronti di David Lazzaretti, pertanto, l’amministrazione comunale di Sonnino è intenzionata a percorrere ogni via legale che possa condurre a recuperare i resti umani ed i cimeli appartenenti al suo più noto personaggio storico, quale fu il brigante. Per questo il sindaco, Luciano De Angelis, ha rivolto un appello ai professionisti in materie legali, di Sonnino o del territorio, affinché, unitamente agli avvocati e ai professionisti che già sostengono le iniziative del Comitato “No Lombroso”, condividano questa battaglia morale per restituire a Sonnino le spoglie del Brigante Gasparone.
Mario Giorgi
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