Sceglie la via del social network, pubblicando un post sul proprio profilo face book il consigliere comunale di Sezze Roberto Reginaldi che comunica un sospetto che, se fosse fondato, darebbe spunti di cui preoccuparsi. Senza giri di parole Reginaldi afferma: “Chiacchierando del più e del meno con amici, sono venuto a conoscenza che, personaggi a me ignoti, girano in largo e lungo l’Agro Pontino, nella disperata ricerca di terreni agricoli cui affittare. Le somme promesse per affittare tali terreni, sono di gran lunga maggiori ai prezzi di mercato. Il che fa sospettare non poco. Ed ecco spuntare fuori lo spettro, e la paura, della possibilità di ritrovarsi appezzamenti di terreni agricoli, trasformati in discariche sotterranee di rifiuti tossici. La dura crisi che ha colpito, e tutt’ora colpisce, il comparto agricolo, ha portato all’abbandono di diverse centinaia di ettari di terreni, cui un tempo, erano l’eccellenza e l’orgoglio dell’agricoltura italiana. La crisi, la magra e soprattutto le spese che corrono freneticamente, portano ad essere facili prede di personaggi loschi e privi di scrupoli, poi mettici l’appetitosa offerta, ed ecco che, ignari, rischiano di cedere in affitto terreni puliti, per poi magari, tra chissà quanti anni, sapere invece che sono stati “farciti” di chissà quali veleni tossici. Il mio appello affinché tutti i proprietari di vasti terreni, prestino la massima attenzione ad eventuali offerte da parte di personaggi giunti da chissà dove, ma soprattutto massima diffidenza, a chi propone somme di affitto da capogiro, se l’agricoltura va male per voi, la stessa cosa vale per gli altri, quindi le intenzioni sono altre. Il dovere di tutti è prestare massima attenzione, nonché vigilare attentamente avvertendo immediatamente le Autorità preposte non appena si ha anche il sospetto di un simile pericolo, ciò tenendo a mente che, l’avvelenare terreni con rifiuti tossici, vuol dire condannare una comunità per secoli, e prevenire, è meglio che curare. Non dimentichiamoci il dramma che sta vivendo la comunità della “terra dei 5 fuochi”, e chissà quanti altri luoghi ancora sconosciuti”.
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