Il Movimento Libero di Iniziativa Sociale, a distanza di mesi e senza aver ricevuto una risposta, torna a chiedere contro all’amministrazione sul patrimonio immobiliare del Conservatorio Corradini. In una nota il direttivo del MLIS spiega: “Ma sull’asse del patrimonio immobiliare del Conservatorio Corradini è stato forse posto il segreto di Stato? Sono mesi che, anche a seguito della sentenza della Corte di Cassazione che ne ha definito la proprietà, che è pubblica, chiede che venga reso noto non solo il suo attuale stato, ma anche gli eventuali cambiamenti di disponibilità nel corso degli anni che potrebbero averlo interessato. Appare strano che gli attori principali della vicenda e gli enti in essa coinvolti, dal consiglio di amministrazione del Conservatorio al Ministero della Pubblica Istruzione, stiano mantenendo, dopo quella sentenza, ampiamente pubblicizzata dai media, e dopo le nostre pressanti richieste finalizzate alla trasparenza della gestione di quel patrimonio, il più stretto riserbo”. I dubbi espressi sono profondi: “Trattandosi di patrimonio pubblico, – continua il comunicato – cosa sta impedendo di divulgare il suo ammontare attuale e gli eventuali cambiamenti del suo stato, dalla fondazione del Corradini ad oggi? A noi, come cittadini, non sembra di avere inoltrato una richiesta improponibile. Ci è semplicemente sembrato giusto, al fine di fare chiarezza su un insieme di beni che a detta di coloro che ne avrebbero curato gli interessi è ingente, intervenire, a proposito, ai soli fini di avere un quadro preciso della situazione, di sapere come i diversi cda li abbiano amministrati, di conoscerne le rendite e la loro destinazione, di essere informati su eventuali transazioni. Nel solo interesse della comunità. Che cosa c’è di strano in questo? Non è normale cercare di saperne di più relativamente ad un patrimonio pubblico di cui tutti parlano, ma che nessuno realmente conosce? Al Mlis sembra di avere inoltrato delle richieste normalissime e del tutto legittime. I silenzi della “controparte” cominciano però a farci sospettare che forse queste domande hanno dato fastidio a più di qualcuno. A costoro, chiunque essi siano, deve essere chiaro che proprio atteggiamenti omertosi come questi ci spingono ad andare fino in fondo”.
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