Mentre in macchina percorrevo i chilometri che separano Maenza, il paese dove oggi abito, dalla mia Sezze, tra i tanti pensieri nella testa, c’era quello che il primo Flash Mob del gruppo Facebook “Sei di Sezze” potesse rivelarsi un flop. La paura era quella che, per l’ennesima volta l’abisso tra il dire e il fare si rivelasse incolmabile. In questo caso che dallo scrivere comodamente seduti a casa o al lavoro, barricati dietro una tastiera e uno schermo di computer, e il levare le “ch…pe” dalla sedia di domenica, in un orario, diciamocelo pure, un po’ scomodo, e andare di persona al monumento per partecipare da un evento nato così, quasi per gioco fosse ben altra cosa. Di domenica ci sono i pranzi luculliani in famiglia che alle 14 sono ancora in corso, alle 15 ci sono le partite da seguire comodamente spaparanzati sul divano davanti alla tv. Eppure la cosa ha funzionato, forse complice il bel tempo. Evidentemente, così come è parso giusto al sottoscritto, prendere la macchina e raggiungere il Monumento (Parco della Rimembranza), lo stesso è stato per tanti altri, oltre 200 persone, che hanno partecipato. Certo poteva andare meglio visto che sul gruppo gli iscritti sono intorno ai 2500 ma non bisogna disdegnare il risultato. Logistica, organizzazione, diffusione della notizia, orario e via dicendo, non sono state delle migliori; potevano e dovranno essere migliorate. Innanzitutto bisognerà coinvolgere chi su facebook non c’è e a chi il gruppo social lo frequenta bisognerà dare maggior preavviso e maggior margine di organizzazione. Innanzitutto bisognerà coinvolgere tutte le fasce d’età. Ma già che si parla di ciò che si dovrà fare, lascia presagire l’esito positivo. Perché lasciar morire una cosa così, nata spontanea, in un paese dove si è lasciato morire già troppe cose, non sarebbe giusto. Si pensa a costituire un’associazione, all’organizzazione del prossimo evento, magari allietato da musica, balli, recite, letture e di più giorni. La giornata meteorologicamente stupenda ha fatto il resto regalando la miglior cornice alle foto che hanno immortalato un evento di cui forse, nei prossimi anni, si parlerà nonostante non c’erano le istituzioni, non c’era la cultura quella con la C maiuscola dei capacchioni, niente poesie, niente libri, ma c’erano i sezzesi con la voglia di ritrovarsi insieme, uniti da tradizioni comuni, un comune dialetto e il desiderio di tornare a vivere Sezze. Se questa voglia resterà, se il gruppo di facebook continuerà a rappresentare un punto di incontro e uno scrigno in cui riversare aneddoti, ricordi e racconti, quello che è nato per gioco, potrà si diventare cultura popolare, quella più vera e che è di tutti.
Luca Morazzano Clicca qui per la fotogallery
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