Sono state avviate dalla V Commissione presieduta da Eugenio Patanè (Pd), le audizioni con le realtà interessate alla proposta di legge ‘Disposizioni per la promozione del riconoscimento della Lingua dei Segni’. Questo pomeriggio sono stati ascoltati i rappresentanti dell’Ente Nazionale Sordi Onlus, dell’Istituto Statale per Sordi e dell’associazione Gruppo SILIS, oltre alla dottoressa Caselli dell’Istituto di scienze e tecnologie della comunicazione del CNR. “Questa vuole essere una legge condivisa e partecipata – ha commentato Patanè, firmatario del testo assieme al consigliere Rodolfo Lena (Pd) – oggi abbiamo ricevuto indicazioni preziose, di cui terremo contro nella stesura degli emendamenti per migliorare quanto più possibile il testo.” Le audizioni sul tema proseguiranno giovedì 20 febbraio. Da parte dei presenti è stato espresso apprezzamento per i principi e le finalità della proposta di legge, in particolare perché mette in evidenza il tema dell’accessibilità e riconosce l’identità e la cultura proprie delle persone sorde. Sono stati poi proposti diversi suggerimenti di modifiche e integrazioni da apportare al testo. Tra gli altri: il riconoscimento del principio di libertà di scelta di comunicazione – attraverso l’adozione di un modello di educazione bilingue – e un maggiore coinvolgimento dei soggetti già impegnati sul tema negli interventi da mettere in atto, specialmente in ambito formativo. Proposta anche l’estensione ai servizi educativi della prima infanzia (nidi) delle azioni di supporto previsti nell’ambito delle istituzioni scolastiche. Perplessità, invece, sono state manifestate rispetto all’articolo 3, che prevede l’attivazione nel territorio regionale di programmi di screening uditivo neonatale. Da parte di alcuni si è sottolineato che la proposta di legge dovrebbe concentrarsi unicamente sul riconoscimento della Lingua dei Segni, da parte di altri si è richiamato il rispetto della libertà di scelta dei mezzi a cui ricorrere per supplire alla disabilità; da parte di altri ancora si è inteso porre l’accento sulla fase successiva alla diagnosi, proponendo un potenziamento dei servizi di presa in carico del bambino e della famiglia con l’impiego di personale altamente specializzato.
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