Lo scorso 29 gennaio il Ministero dell’Interno, per il tramite del Servizio Centrale, ha reso pubbliche le graduatorie per l’accesso alle risorse per la realizzazione di interventi di accoglienza integrata in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale nell’ambito della rete SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Tra i Comuni risultati vincitori c’è anche Priverno. “Per noi è grande motivo d’orgoglio esser riusciti ad entrare nelle progettualità dello SPRAR”, ha affermato il consigliere delegato all’immigrazione e all’integrazione, Sonia Quattrociocche. Che ha aggiunto: “Per il nostro Comune rappresenta una grande opportunità di crescita sociale e culturale. In questi giorni stiamo definendo gli ultimi dettagli e ci stiamo preparando ad accogliere i rifugiati: si tratterà di donne con prole, per un totale di 15 persone che, per alcuni mesi, saranno privernati a tutti gli effetti”. Il consigliere Quattrociocche ha spiegato anche i motivi che hanno portato l’amministrazione comunale ad aderire al progetto SPRAR. “La decisione di rispondere nasce dall’esigenza di costruire percorsi di accoglienza continuativi nel tempo, concreti e solidali. Il primo obiettivo da raggiungere resta la presa in carico della persona in quanto tale e la costruzione di percorsi di autonomia e inclusione sociale dei beneficiari. Un’opportunità per andare oltre le immagini dei corpi straziati e inghiottiti dalle acque dei mari, che troppo spesso siamo abituati a vedere”. Il bando riguarda il triennio 2014-2016 e vedrà il Comune di Priverno gestire un finanziamento di 686.658,23 euro nell’arco dei tre anni. In particolare, per il 2013 il Comune lepino riceverà poco più di 215mila euro, mentre nel biennio successivo verranno stanziati dal Ministero dell’Interno 235mila euro per ogni anno. “La città di Priverno – ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Ines – ha sempre dato prova di grande sensibilità e sono certo che anche in questo caso saprà mostrare il suo lato migliore. Le donne che accoglieremo non hanno mai avuto una vita facile: arriveranno da Paesi devastati da guerre e conflitti sociali, dove la morte è all’ordine del giorno. Non è da escludere, purtroppo, che alcune di loro abbiano subito violenze sessuali e psicologiche, quindi ci confronteremo con situazioni molto delicate. Sono sicuro che i privernati sapranno come accogliere queste donne e sapranno farle sentire a loro agio. Siamo chiamati ad una grande prova di maturità e responsabilità sociale e umanitaria e non possiamo permetterci di fallire”. Il sindaco Delogu, che è stato tra i promotori dell’iniziativa, ha espresso “viva e vibrante soddisfazione per il risultato conseguito”. In un periodo come quello che ci troviamo a vivere – ha sottolineato – “è fondamentale e necessario attivare strumenti e politiche che possano dare una risposta seria al problema dei rifugiati. Ogni giorno i mezzi di informazione ci raccontano di tragedie sfiorate e di catastrofi umanitarie e non è pensabile rimanere inermi e impassibili di fronte a questa emergenza umanitaria e sociale”.
Mario Giorgi
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