Con l’audizione di ieri, la V Commissione, presieduta da Eugenio Patanè (Pd), ha concluso il ciclo di incontri sulla proposta di legge ‘Disposizioni per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni’, a firma dello stesso presidente e del consigliere Rodolfo Lena (Pd). Al termine della seduta Patanè ha aggiornato i lavori a giovedì 27 febbraio per l’esame dell’articolato, fissando a martedì 25 (ore 12) e mercoledì 26 (sempre ore 12) i termini per la presentazione, rispettivamente, di emendamenti e subemendamenti. Nel corso dell’audizione di oggi sono stati ascoltati alcuni rappresentanti dell’Associazione interpreti di Lingua dei Segni italiana (ANIOS) e due volontarie di ‘Lasciamo un segno’ – gruppo LIS presso l’Unitalsi di Palestrina. Da parte di queste ultime è stato posto l’accento sull’importanza di assicurare la presenza di interpreti della lingua dei segni all’interno delle strutture pubbliche, mentre i rappresentati di ANIOS hanno sottolineato, più in generale, la necessità di garantire alle persone sorde una reale accessibilità e una piena partecipazione alla vita pubblica e culturale, attraverso una costruzione condivisa dei servizi – ognuno per le proprie specifiche competenze – e valorizzando qualità e professionalità. Un percorso di costruzione e attuazione dei servizi, hanno poi precisato rispondendo alla consigliera Daniela Bianchi (Per il Lazio), che corrisponda alle esigenze del territorio e preveda un’adeguata informazione dell’utenza sorda. Rispetto invece alle questioni dell’inquadramento professionale dell’interprete, sollevata dal presidente Patané e dalla consigliera Rosa Giancola (Per il Lazio), e a quella della presenza dell’interprete all’interno delle scuole, posta dalla consigliera Gaia Pernarella (Movimento 5 Stelle), hanno chiarito che attualmente manca un albo nazionale dell’interprete LIS e che in ambito scolastico operano gli assistenti alla comunicazione, che pur utilizzando la lingua dei segni seguono un percorso formativo differente.”L’audizione di oggi ci ha dimostrato che questa proposta di legge ci consente di intervenire concretamente in molti ambiti – ha osservato in conclusione la consigliera Marta Bonafoni (Per il Lazio) – penso per esempio alla fruizione culturale e all’accesso alle istituzioni”.
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